Balthus - Thérèse che sogna (1938)

Balthus, la realtà vista dalla fessura di una porta.

Balthus, o meglio Balthasar Klosswski de Rola, è stato un pittore francese di origine polacca. Pittore che desiderò di essere surrealista, ma si ritrovò con uno stile diverso, in cui lo spirito delle sue opere fu quello di intravedere la realtà come dalla fessura di una porta. “Basta guardare, osservare ed entrare” sono queste le parole di Balthus nel riferirsi al suo approccio alla realtà.

Balthus - Solitaire (1943)
Balthus – Solitaire (1943)

Balthus fu da sempre affascinato dal mondo dell’arte. A 14 anni, quando la sua famiglia risiedeva a Berlino, maturò il desiderio di frequentare l’Accademia delle Belle Arti, ma si limitò ad assistere lo zio pittore mentre lavorava a delle sceneggiature teatrali. Le cose cambiarono nel 1924, quando a soli 16 anni suo fratello si trasferì a Parigi. Qui iniziò a frequentare i corsi di disegno alla libera accademia, tenuti da Pierre Bornard.

Balthus - Thérèse che sogna (1938)
Balthus – Thérèse che sogna (1938)

Il primo periodo di produzione artistica risentì molto dell’influenza del surrealismo. Infatti, era da poco nato questo movimento a Parigi, e Balthus ebbe modo di conoscere e frequentare artisti come Breton, Eluard e Giacometti. Purtroppo, nel 1933, quando l’artista mostro per la prima volta le sue opere, i suoi colleghi surrealisti rimasero delusi, non riconoscendoli come tali. Rimasto così fuori dal movimento, Balthus continuò a produrre le sue opere, seguendo il suo stile personale, via via sempre più contrapposto ai surrealisti.

Balthus - Les enfants Blauchard (1937)
Balthus – Les enfants Blauchard (1937)

Dal 1935 al 1940, Balthus cominciò ad ottenere sempre più successo con le sue esposizioni tanto da essere acclamato da artisti come Breton e Picasso. Quest’ultimo arrivò addirittura ad acquistare una delle sue opere, Les enfants Blauchard (1937).

Balthus - Still Life (1937)
Balthus – Still Life (1937)

Durante la Seconda Guerra Mondiale, prestò servizio contro il fronte tedesco, ma con la sconfitta e l’invasione della Francia da parte dei nazisti, decise di fuggire in Svizzera. Terminata la guerra, nel 1946 ritornò in Francia, visitando spesso l’Italia tra gli anni ’50 e ’60, dove lavorò anche a Villa Medici come direttore dell’Accademia di Francia.

Balthus - Thérèse (1938)
Balthus – Thérèse (1938)

Tra i soggetti preferiti dell’artista, ritroviamo spesso l’adolescenza, in particolare nel passaggio tra innocenza e sensualità. Balthus lo fa dipingendo delle giovani modelle in pose e atteggiamenti particolari che mostrano le prime consapevolezze di un corpo che attrae gli uomini, tra il fascino e la sensualità. Le modelle scelte nei dipinti sono spesso personaggi vicini all’artista. Thérèse Blanchard fu tra tutte, quella ad affascinare così tanto Balthus, da ritrovarla in una serie di pitture, tra cui la celebre opera Thérèse (1938) e Thérèse che sogna (1938), la stessa Thérèse che ritroviamo nell’opera Les enfants Blauchard (1937) insieme al fratello. Stesso concetto lo ritroviamo anni più tardi nell’opera The Golden Years (1945) dove una giovane ragazza si guarda soddisfatta su di uno specchio portatile, scoprendosi una donna affascinante.

Balthus - The Golden Years (1945)
Balthus – The Golden Years (1945)