Dante Gabriel Rossetti ed i Preraffaelliti

Dante Gabriel Rossetti e il movimento dei Preraffaelliti

Dante Gabriel Rossetti fu tra i principali fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti, sviluppatosi in Inghilterra nella seconda metà dell’Ottocento. Insieme ad altri artisti inglese, sulla scia del Romanticismo sviluppatosi nel resto d’Europa, proposero uno stile che si rifaceva principalmente all’arte medievale e rinascimentale, con i loro miti e leggende. In particolare Rossetti, si concentrò su personaggi femminili che impersonassero figure simboliche.

Dante Gabriel Rossetti - Dantis Amor (1860)
Dante Gabriel Rossetti – Venus Verticordia (1868)

Il giovane Rossetti era il figlio di un rifugiato italiano, fuggito dopo i moti rivoluzionari nel Regno di Napoli. Nato a Londra nel 1828, grazie alle conoscenze del padre, crebbe in un ambiente colto e letterario, con personaggi come George Byron, John Polidori e Charles Lylell. Da qui si spiega principalmente la sua seconda attività oltre quella pittorica: la poesia. In gioventù frequento studi importanti, come la King’s College School e poi la Royal Academy. Fu proprio in quest’ultima che conobbe molti personaggi illustri, tra cui anche Hunt, Millais e Woolner con cui in seguito fonderà la Confraternita dei Preraffaelliti.

Dante Gabriel Rossetti - Venus Verticordia (1868)
Dante Gabriel Rossetti – Venus Verticordia (1868)

Nel 1848, Rossetti insieme agli altri tre artisti fondarono la Confraternita Preraffaellita, chiamata così perchè considerava come punto di partenza della loro pittura di Raffaello Sanzio, e rifiutare a priori tutte le tecniche e gli stili successive a tale pittore. Come tema, le loro opere dovevano ispirarsi a valori medievali, poetici e allo stesso tempo estetici, con simbolismi ripresi dalla forte influenza del Romanticismo letterario. Shakespeare, Lord Byron, Goethe, Blake ed Allan Poe furono alcuni degli scrittori e poeti da cui trassero i temi e le ispirazioni per le loro opere.

Dante Gabriel Rossetti - Lady Lilith (1868)
Dante Gabriel Rossetti – Lady Lilith (1868)

Per quanto riguarda la sua vita sentimentale, Rossetti si innamorò di una delle sue modelle, Elizabeth Siddai che sposò poi nel 1860. La modella fu per il pittore una grande fonte di ispirazione, e la ritroviamo infatti come soggetto di moltissime sue opere, tra cui Beata Beatrix. In quest’opera il pittore, collegò la figura di Beatrice Portinari, la famosa donna che ispirò Dante in moltissime opere come la Divina Commedia, a sua moglie, giocando sul fatto che anche lui si chiamava Dante. Nonostante questo, la moglie morì presto dopo il matrimonio, a causa di una forte dipendenza dal laudano, una droga utilizzata contro le forti nevralgie ma che portava a dipendenza. Dopo un parto prematuro andato male, e la forte depressione che ne conseguì, un’overdose di questa droga la portò alla morte. La natura di suicidio della moglie fu nascosta dal pittore per evitare problemi con la legge, dato che il suicidio all’epoca era considerato un reato.

Dante Gabriel Rossetti - La bella Mano (1875)
Dante Gabriel Rossetti – La bella Mano (1875)

La perdita della moglie fu per Rossetti un evento fortemente traumatico che lo portò sempre più al declino. Infatti nei primi anni dopo la morte della moglie si dedicò allo spiritismo, non rassegnato dalla sua scomparsa. Negli anni a seguire, trasferitosi a Chelsea, divenne molto più eccentrico, frequentando artisti e personaggi ancora più eccentrici e circondandosi di porcellane ed animali esotici. Nonostante questo continuò la sua produzione artistica, fino a quando negli ultimi anni, una malattia mentale lo colpì fortemente con allucinazioni ed insonnia, fino alla morte per paralisi nel 1882.

Dante Gabriel Rossetti - Veronica Veronese (1872)
Dante Gabriel Rossetti – Veronica Veronese (1872)

Lo stile pittorico di Rossetti si può suddividere in diverse fasi, spesso legate alle vicende di vita dell’autore. Il primo periodo risulta più vivace, colorato, più strettamente legato agli ideali preraffaelliti e al romanticismo in generale. Nelle opere successive alla perdita della moglie, i toni si fanno più scuri, aggressivi. In questa fase successiva, comunque non si discostò dal suo stile particolare di rappresentare figure femminili, e molte di quelle modelle che posarono per lui divenne anch’esse delle amanti, spesso con tratti simili che richiamavano la sua moglie defunta.