Domenico Morelli - Le tentazioni di Sant'Antonio (1878)

Domenico Morelli e l’Accademia d’Arte napoletana

Domenico Morelli, dapprima pittore e poi politico del neo nato Regno d’Italia, è uno dei maggiori esponenti dell’arte accademica napoletana. Le sue opere rispecchiano il massimo apice dell’accademismo e del romanticismo dell’Ottocento, eseguite con grande maestria ed accuratezza nelle descrizioni pittoriche, giusto poco prima della nascita delle nuove correnti d’avanguardia che sconvolsero enormemente lo stile classico della pittura.

Domenico Morelli - Cristo nel deserto (1895)
Domenico Morelli – Cristo nel deserto (1895)

Figlio adottivo, Domenico Morelli, nacque a Napoli nel 1823, per poi presto cominciare a frequentare gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Affascinato dal medioevo e dagli ideali del romanticismo, tutte le sue prime opere furono accentrate su questi concetti. Studente ed artista promettente, vinse nel 1848 un concorso per proseguire gli studi a Roma, dove però prese parte anche ai moti rivoluzionari del Risorgimento, che lo portarono ad essere catturato ed imprigionato per un breve periodo.

Domenico Morelli - Gli iconoclasti (1850)
Domenico Morelli – Gli iconoclasti (1850)

Il suo primo riconoscimento nel mondo dell’arte avvenne solo nel 1850 a Firenze, dove la sua opera Gli iconoclasti (1850) fu molto apprezzata dal pubblico. Morelli sarà sempre affascinato dai temi mistico-religiosi che ritroveremo in moltissime sue opere, tra cui il capolavoro de Le tentazioni di Sant’Antonio (1878). L’artista, uomo di cultura non comune, prima di eseguire le sue opere, effettuava studi approfonditi sugli indumenti mediorientali, il particolare terreno, i gioielli prodotti in quel luogo e così via. Nulla doveva essere inventato, ma rispecchiare in modo più reale possibile i luoghi che l’artista non aveva mai visitato.

Domenico Morelli - Le tentazioni di Sant'Antonio (1878)
Domenico Morelli – Le tentazioni di Sant’Antonio (1878)

Negli anni a seguire tornò a Firenze per incontrarsi con i macchiaioli del famoso Caffé Michelangelo, per partecipare a vari dibattiti riguardo alla loro pittura e al realismo pittorico. Pur non entrando mai a far parte di questa corrente artistica, questo breve incontrò influenzò comunque l’arte del pittore, cominciando ad esprimersi in modo meno rigido e più libero nelle espressioni artistiche. Grazie a queste influenze, riuscì ad inserire in uno stesso dipinto tecniche differenti, usando in una stessa opera pennellate con diverse frequenze, ampiezze e spessore a seconda del soggetto e delle superfici, creando diversi effetti visivi e di luce su quello che voleva rappresentare.

Domenico Morelli - Ritratto di Signora (1870)
Domenico Morelli – Ritratto di Signora (1870)

Dopo il 1860, la fama di Domenico Morelli come pittore era già diffusa in tutta Italia, divenendo così uno dei pittori italiani più noti della sua epoca. Rimanendo negli ambiti dell’accademismo, nel 1868 ottenne una cattedra proprio all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove aveva studiato, e divenne maestro di numerosi pittori italiani di lì a venire, come Giuseppe Costa, Giuseppe de Nigris e Achille Talarico. La figura dell’artista infatti rimase da sempre legata all’arte napoletana dell’Ottocento, portando l’espressione artistica accademica e romantica ai massimi livelli espressivi.

Domenico Morelli - Il bagno turco (1974-76)
Domenico Morelli – Il bagno turco (1874-76)

Nel periodo tra il 1874 ed il 1883, Domenico Morelli realizzò una serie di opere basate su soggetti e scene orientali, entrando a far parte di molti altri artisti italiani in una corrente orientalista che si stava diffondendo in quegli anni. Oltre che ad opere a tema religioso, Morelli pitturò anche opere che rappresentavano costumi ed usanze orientali, da sempre affascinato da quel mondo esotico, come Il bagno turco (1874-76) e La sultana torna dal bagno (1877-83ca.)

Domenico Morelli - La sultana che torna dal bagno (1877-83ca)
Domenico Morelli – La sultana che torna dal bagno (1877-83ca)

Seppur l’artista non ebbe mai modo di visitare i paesi medio orientali, ebbe da sempre grande premura di effettuare studi sui costumi e le immagini dei luoghi ritratti, cercando sempre di rimanere il più fedele possibile alla realtà. E lo fece sempre con grande maestria. Domenico Morelli fu infatti un grande esponente dell’arte colta ed accademica dell’Ottocento, grande figura artistica per Napoli, e ultima espressione di un’arte che a poi anni a venire sarebbe stata completamente rimessa in discussione dalle nuove correnti avanguardiste.