Ettore Tito - La maestrina e i suoi alunni

Ettore Tito e le due facce dell’artista: l’accademico di successo ed il realista spontaneo della Venezia popolare

Tra gli artisti considerati accademici, della seconda metà dell’Ottocento, vi è Ettore Tito, riconosciuto all’epoca per le sue opere realistiche di temi religiosi e mitologici, viene oggi riscoperto per la grandissima quantità di opere pittoriche che raffigurano la vita quotidiana e popolare della Venezia dell’epoca. Il suo stile qui cambia, diventa spontaneo, libero, con la capacità di fotografare la vivacità delle persone con grande realismo. Moltissime le opere che si stanno recuperando al grande pubblico per un artista completamente da riscoprire.

Ettore Tito - Luglio (1893-1894)
Ettore Tito – Luglio (1893-1894)

Nato nel 1859 a Castellammare di Stabia, vicino Napoli, Ettore Tito si trasferì con la sua famiglia a Venezia nel 1867, città di origine della madre. In questa città frequentò l’Accademia di Belle Arti, dove trovò un ambiente stimolante alle sue tendenze artistiche. Diplomatosi nel 1876, cominciò a trascorrere le sue giornate nelle diverse calle di venezia, osservando e pitturando il mondo che lo circondava. In questo periodo realizzò diverse opere, speso acquistate ed apprezzate dai visitatori inglesi di passaggio a Venezia.

Ettore Tito - La vecchia pescheria (1887)
Ettore Tito – La vecchia pescheria (1887)

Gli anni Ottanta furono molto prolifici per l’artista, e nel 1887 entrò di successo nel mondo artistico con la sua opera La vecchia Pescheria (1887) presentata alla Esposizione Nazionale di Venezia, e che raccolse un grande assenso dal pubblico e dalla critica. Nella sua carriera artistica Ettore Tito ricevette altri grandi riconoscimenti, come a Bruxelles nel 1915, quando la sua opera La gomena (1909) ottenne il gran premio d’Italia, e La Deposizione della Croce opera religiosa che presentata a Roma ricevette il premio per la pala d’altare e che fu acquistata dal Museo di Buenos Aires.

Ettore Tito - La gomena (1909)
Ettore Tito – La gomena (1909)

Per tutta la sua carriera artistica, mantenne il suo stile accademico, in particolare fu un bravissimo realista. Fra i suoi soggetti preferiti vi furono le scene della vita popolare veneziana, che gli fecero produrre le sue maggiori opere di successo. Ma non mancarono anche ritratti, paesaggi e soggetti classici (mitologici e religiosi). Il suo stile e la scelta dei soggetti si rifecero alla pittura veneta del XVIII secolo, in particolare all’artista Giambattista Tiepolo.

Ettore Tito - La discesa dalla croce (1911)
Ettore Tito – La discesa dalla croce (1911)

Infatti, molto apprezzato a Venezia e riconosciuto come artista di talento, nel 1933, Ettore Tito ricevette l’incarico di affrescare il soffitto della Chiesa di Santa Maria di Nazareth, i cui affreschi precedenti di Giambattista Tiepolo furono andati distrutti nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale. La scelta fu fatta proprio grazie al suo stile molto simile all’artista precedente. Nell’arco della sua vita ricette molte altre commissioni, tra cui anche la decorazione del salone da ballo nel Palazzo D’Anna Viaro Martinengo Volpi di Misurata.

Ettore Tito - Chioggia (1898)
Ettore Tito – Chioggia (1898)

Ma la sua grande abilità tecnica, con i tratti di pittura disinvolti, con virtuosismi rapidi ed accennati con il pennello si ebbero con i soggetti all’aria aperta, come per esempio l’opera Chioggia (1898). La scelta dei colori, la vivacità dei soggetti ritratti, la capacità di intrappolare gli scorci e gli effetti di luce della vita popolare veneziana, sono le caratteristiche che resero Ettore Tito un artista molto apprezzato e compreso dal grande pubblico.

Ettore Tito - La mia Rossa (1888)
Ettore Tito – La mia Rossa (1888)

Infatti l’artista, nonostante i suoi grandi successi accademici e di commissioni, è ancora oggi molto apprezzato per quelle sue opere “fotografiche” della vita popolana dei veneziani dell’Ottocento. non a caso, Roberto Longhi, famoso storico dell’arte, definì Ettore Tito “un Paolo Veronese con la Kodak”. Opere come La mia Rossa (1888), sono rapidi immagini di vita allegra e spontanea, catturate dal rapido pennello dell’artista e che ancora oggi sono molto ricercate dagli intenditori. Infatti sono molte le opere che furono acquistate da stranieri e viaggiatori facoltosi di passaggio a Venezia, e che seppero intuire il valore di queste pitture.

Ettore Tito - La maestrina e i suoi alunni
Ettore Tito – La maestrina e i suoi alunni)

Dall’altro lato, il suo lato accademico gli permise una vita di successo, che lo portò ad avere una cattedra nella stessa Accademia di Belle Arti in cui aveva studiato. Tra i suoi alunni, che si rifecero al suo stile vi furono il pittore ferrarese Galileo Cattabriga ed il veneziano Raffaele Boschini. Tito morì a Venezia il 26 giugno 1941 all’età di 81 anni.