Gustave Courbet - Il sonno (1866)

Gustave Courbet ed il realismo francese per abbattere le differenze sociali

In una calda giornata di inizio estate, il 10 giugno 1819, nasce ad Ornans, nella Borgogna, Gustave Courbet, un artista di eccezione, il cui nome è legato indissolubilmente al realismo francese, movimento di cui ne fu fondatore e guida. Le sue opere furono spesso ribelli, come lo era il suo carattere, ostentando spesso il suo particolare disaccordo alle differenze sociali della Francia dell’epoca, e dell’Europa in generale.

Gustave Courbet - L'uomo disperato (1844-1845)
Gustave Courbet – L’uomo disperato (1844-1845)

A vent’anno il giovane Courbet si trasferisce a Parigi, capitale artistica dell’Europa dell’epoca, per cominciare i suoi studi artistici e pittorici con il maestro e pittore Charles de Steuben. In questa grande città Courbet ebbe modo di ampliare enormemente le sue conoscenze e di approfittare dei numerosi svaghi e divertimenti che una città come Parigini poteva offrire. Nonostante questo, l’artista rimase non trascurò mai i suoi studi artistici. Fu in questi anni che conobbe la giovane modella Virginie Binet, con cui strinse una relazione e da cui ebbe una figlia nel 1847. Inoltre frequentò assiduamente un locale chiamato Brasserie Andler, frequentato da artisti e intellettuali dell’epoca come Baudelaire, Champfleury e Proudhon.] 

Gustave Courbet - Gli spaccapietre (1849)
Gustave Courbet – Gli spaccapietre (1849)

Nel 1849 torna ad Ornans. In quell’anno realizzò una delle sue opere più famose: Gli spaccapietre (1849). Quest’opera è oggi ormai perduta, essendo stata distrutta durante un bombardamento nella Seconda Guerra Mondiale, ma è oggi ancora visibile grazie alle fotografie dell’epoca. Nonostante la grande notorietà dell’opera nei tempi moderni, questa, insieme a Funerale a Orleans (1849-50) furono profondamente criticate e rifiutate dagli ambienti espositivi a causa della “bruttezza” dei soggetti, dell'”uso di formati grandi” per soggetti comuni, e altro ancora.

Gustave Courbet - Funerale a Orleans (1849-50)
Gustave Courbet – Funerale a Orleans (1849-50)

Infatti questo genere di opere, furono presentate all’Esposizione Internazionale, ma queste furono immediatamente rifiutate. Allora l’artista non si perse d’animo organizzando allo stesso tempo una mostra personale “Le Rèalisme“. La sua arte e le sue opere infatti, furono considerate in forte contrasto con gli standard classici accettati all’epoca. Il rappresentare i soggetti in atteggiamenti comuni, senza posa, dove anche i più poveri ed umili potevano trovare un posto, era inconcepibile. L’arte comunemente accettata o si riferiva a soggetti legati al mondo classico, o a soggetti aristocratici, rappresentati in pose irreali, esaltati nella loro maestosità, e inseriti in eventi o ambienti artificiosi.

Gustave Courbet - Le vagliatrici di grano (1854)
Gustave Courbet – Le vagliatrici di grano (1854)

Lo stile di Courbet fu invece sempre ribelle, provocatorio. Dei soggetti comuni divenivano i protagonisti delle sue opere pittoriche, dove venivano raffigurati così come si potevano osservare direttamente, senza alcuna forma di idealizzazione di forme o proporzioni. Courbet ebbe quella sensibilità e innovazione artistica da comprendere che le forme naturali, con i loro difetti, avevano in realtà una loro bellezza intrinseca. L’idealizzazione del soggetto invece portava ad una bellezza finta, artificiale, poco naturale. In questi principi si basò appunto il Realismo francese.

Gustave Courbet - Uomo ferito (1854)
Gustave Courbet – Uomo ferito (1854)

Courbet nelle sue opere non si limitò mai ad una particolare tipologia di rappresentazione, ma sperimentò e perfezionò la sua tecnica su svariati tipi di soggetto: ritratti, gruppi di figure, nature morte, nudi, paesaggi. Fu quindi un artista che non si soffermò mai su una tipologia di soggetto, sicuro di un successo nella sua tecnica, ma si cimentò sempre in sfide e soggetti diversi, tanto da perfezionare incredibilmente le sue tecniche stilistiche.

Gustave Courbet - Fanciulle sulla riva della Senna (1857)
Gustave Courbet – Fanciulle sulla riva della Senna (1857)

Nell’opera Ragazze sulla Riva della Senna (1956-1957) troviamo ancora un’eccezione alla sua regola. A differenza della maggior parte dei suoi lavori, che rappresentano gente modesta e lavoratori, in questo dipinto troviamo ritratte due giovani donne benestanti della borghesia dell’epoca. Ma la particolarità è nel loro atteggiamento rilassato, quasi mondano, trovandosi ritratte in atteggiamento di riposo all’ombra della vegetazione vicino alla riva di un fiume. Le ragazze hanno un atteggiamento naturale, inconsapevoli di essere guardate, quasi osservate di nascosto. La mancanza di una messa in posa, di un’idealizzazione dei soggetti, poteva essere visto come un’irriverenza alla società dell’epoca, rendendo le due signorine simili a ragazze di classi sociali più basse. Fu comunque quest’opera che portò al successo il pittore.

Gustave Courbet - Donna con pappagallo (1866)
Gustave Courbet – Donna con pappagallo (1866)

Altro particolare tecnico legato allo stile di Courbet, è l’introduzione del mestichino come strumento di pittura. I colori ad olio venivano miscelati su tavola, e raccolti e distribuiti sulla tela con il mestichino, creando formati più spessi di colore, con linee e sfumature più grezze, ma in grado di regalare una ruvidità più naturale ai soggetti rappresentati.

Gustave Courbet - Il sonno (1866)
Gustave Courbet – Il sonno (1866)

Negli anni seguenti, l’artista venne finalmente riconosciuto sia dal pubblico che dalle istituzioni, tanto da divenire nel 1870 il responsabile dei musei d’arte di Parigi. Nello stesso anno Napoleone III lo volle insignire alla Legion d’Onore, onorificenza che però fu rifiutata dal pittore. Infatti, i sentimenti di Courbet contro il regime dell’imperatore erano abbastanza espliciti come moltissimi altri parigini. L’anno seguente, nel 1971, infatti, approfittando di una sconfitta dell’esercito francese contro quello prussiano, i parigini si rivoltarono contro il regime, con la Comune di Parigi. Con la caduta della rivolta, il pittore fu indicato come rivoluzionario e incarcerato.

Gustave Courbet - Autoportrait à Sainte-Pélagie (1872)
Gustave Courbet – Autoportrait à Sainte-Pélagie (1872)

A seguito del pagamento di una penale, riuscì ad uscire di prigione, ma Courbet intuendo la contrarietà del regime, la fine della sua carriera artistica in Francia, e la richiesta di enormi somme di risarcimento da parte del governo per i danni subiti durante la rivoluzione, fuggì nel 1872 in Svizzera dove rimase fino alla sua morte avvenuta pochi anni dopo nel 1877. La morte fu a causa di una cirrosi epatica dovuta alla tendenza al bere dell’artista che negli ultimi anni era cresciuta enormemente.