James Ensor - L'intrigo (1890)

James Ensor, le maschere e gli scheletri, tra simbolismo ed espressionismo

Tra i pittori belga più rappresentativi di fine Ottocento, vi è James Ensor, che grazie alla sua lunga carriera artistica, ci ha lasciato moltissime opere, maturando dentro di sé una lenta evoluzione di stili. Partendo da elementi classici naturalistici fiamminghi con i loro colori tenui e scuri e fondendoli con le innovazioni dell’impressionismo ormai quasi giunto al suo termine espressivo, questo artista è passato attraverso il Simbolismo per maturare definitivamente nell’Espressionismo.

James Ensor - La musica russa (1881)
James Ensor – La musica russa (1881)

Nei primi anni di attività artistica, il giovane James Ensor predilesse i ritratti. Infatti l’autore si concentrò su questo tipo di soggetto che comprendeva volti di persone reali o immaginate, utilizzandoli per sviluppare il suo stile personale. Il suo particolare stile si delineò gradualmente traendo elementi sia dai grandi maestri del passato che dai recenti impressionisti che tanto appassionarono l’artista. Un bell’esempio è l’Autoritratto con cappello fiorito (1883) dove si vedono fondersi tra di loro elementi naturalistici dell’inizio Ottocento come i colori bruni con i tratti moderni dell’impressionismo nelle brevi pennellate.

James Ensor - Autoritratto con cappello fiorito (1883)
James Ensor – Autoritratto con cappello fiorito (1883)

Sebbene Ensor visse per gran parte della sua vita a Ostenda, in Belgio, l’artista con le sue opere ebbe modo di conquistare una fama internazionale. Infatti il suo stile innovativo fu molto apprezzato in ambito artistico e anche dal pubblico, tanto che oltre alle pitture, gli furono spesso commissionate le realizzazioni di scenografie teatrali, balletti e numerose stampe ed incisioni.

James Ensor - The drunkards (1883)
James Ensor – The drunkards (1883)

Nel periodo seguente, raggiunta una certa maturazione artistica, James Ensor cominciò a trattare diverse tematiche attraverso le sue opere. I soggetti si allargarono su ambienti con più soggetti, accomunati da colori cupi e atmosfere intime e malinconiche come in The drunkards (1883). Questi elementi, qui accentuati, furono sempre presenti nell’animo dell’artista, come quasi volesse conservare quel background di arte fiamminga a cui appartengono.

James Ensor - Il rematore (1883)
James Ensor – Il rematore (1883)

Il suo stile peculiare ed innovativo affascinò molti artisti contemporanei. Nel 1883 aderì infatti al gruppo LesXX, cioè “i Venti“, a cui appartennero anche pittori del calibro di Pissarro, Monet, Seurat, Gauguin, Cézanne e Van Gogh, divenendone poi uno dei principali protagonisti. In questi anni, fino al 1888, James Ensor ebbe modo di esporre le sue opere insieme a questo gruppo, facendosi conoscere così al grande pubblico.

James Ensor - Skeletons fighting over a pickled herring (1891)
James Ensor – Skeletons fighting over a pickled herring (1891)

Parallelamente cominciò ad intraprendere nuove vie, spinto dal simbolismo che si faceva largo sempre più nell’ambiente artistico, e che ben si adattava a quella sua espressione ancora naturalista che conservava nel suo stile. Cominciò a rappresentare scheletri in pose e atteggiamenti che raffiguravano simbolicamente problematiche sociali e storiche dell’epoca. Simbolismo iniziale che maturò poi in un vero e proprio espressionismo, con volti scomposti in espressioni accentuate tali da divenire vere e proprie maschere.

James Ensor - L'intrigo (1890)
James Ensor – L’intrigo (1890)

Sulle ceneri di quello che fu l’impressionismo, e proponendo da esso qualcosa di nuovo, James Ensor divenne così uno dei più importanti espressionisti. I particolari soggetti scelti nelle sue opere, dai volti ed espressioni immaginarie tanto colpirono l’immaginazione di altri artisti che molti dei suoi elementi furono successivamente ripresi dai Surrealisti. Furono molto apprezzate da quest’ultimi gli aspetti più grotteschi dei soggetti ritratti, che caratterizzati da espressioni folli, ironiche quasi inquietanti, confondevano i limiti tra realtà ed immaginazione. Tra queste opere L’intrigo (1890) e Les Masques et la Mort (1897) ne sono un perfetto esempio.

James Ensor - Les Masques et la Mort (1897)
James Ensor – Les Masques et la Mort (1897)