Joan Miró e gli estremi del surrealismo

Joan Miró aderì nel 1924 al movimento Surrealista, e con le sue numerose opere si meritò l’appellativo da parte dei suoi colleghi del “probabilmente è il più surrealista di noi tutti” (André Breton). Ancora oggi rimaniamo stupiti dalle sue opere, per la loro semplicità e allo stesso tempo complessità, creando quella forma unica ed irripetibile che ha fatto del suo stile una fonte di ispirazione per gli artisti a venire.

Gli anni prima del Surrealismo

Joan Miró - Portrait of Vincent Nubiola (1917)
Joan Miró – Portrait of Vincent Nubiola (1917)

La Catalogna fu terra che diede i natali ad alcuni dei più grandi esponenti del Surrealismo mondiale, come Joan Miró. Nato nel piccolo paese di Mont-roig del Camp a sud di Tarragona nel 1893, il giovane Joan si trasferì presto a Barcellona per frequentare gli studi di arte all’Accademia di Barcellona.

Joan Miró - Prades the village(1917)
Joan Miró – Prades the village(1917)

Nel 1920 si trasferì a Parigi, dove conobbe il suo connazionale Picasso. Tra i due nacque subito un’amicizia. In questi primi anni aderì al cubismo, grazie a cui sviluppò una particolare scrittura stilistica ed una forma di pittura con rappresentazioni via via sempre più astratte e figurative, tanto da poi entrare spontaneamente al Surrealismo.

Joan Miró - La fattoria (1922)
Joan Miró – La fattoria (1922)

Infatti nel 1923 aderì al momento Surrealista, e nell’arco di due anni sviluppò quello stile che lo ha reso famoso in tutto il mondo per le sue particolarità. Influenzato dall’astrattismo geometrico di Mondrian e di Klee, Joan Miró semplificò via via il suo stile pittorico, riducendo nelle sue rappresentazioni il numero delle figure. Inoltre lavorò sugli sfondi che li rese brillanti e spesso monocromi. Le figure rappresentate poi vennero semplificate a tal punto da sembrare dei semplici disegni.

Joan Miró - Il carnevale di Arlecchino (1924)

Il periodo del Surrealismo Parigino

Il periodo parigino fu per Joan Miró un momento di fermento artistico che lo portò a realizzare moltissime delle sue migliori opere, maturando al tempo stesso il suo stile unico sempre in evoluzione.

 

Oltre che al suo amico Picasso, Joan Mirò ebbe modo di collaborare con molti altri grandi esponenti del surrealismo che in quel momento si trovavano a Parigi. Nel 1926 insieme a Max Ernst collaborò alla realizzazione della scenografia di Romeo e Giulietta, realizzando la famosa opera il Nudo.

Joan Miró - Nude (1926)
Joan Miró – Nude (1926)

In quel periodo Parigi era piena di artisti, e nel 1927 decise di andare ad abitare al Les Fusains, una zona abitata da artisti come Ernst, Arp e Bonnard. E la sua capacità come pittore surrealista si confermò nel 1928, quando una sua esposizione nella galleria di Georges Bernheim lo rese famoso.

Joan Miró - Dutch Interior I (1928)
Joan Miró – Dutch Interior I (1928)

Un periodo di transizione

Ma questo periodo ebbe termine quando nel 1929 Miró si sposò trasferendosi di nuovo in Spagna a Palma di Maiorca. Qui l’artista si cimentò anche in altre forme artistiche oltre alla pittura, come la litografia, l’acquaforte e realizzazioni scultoree.

Joan Miró - The Nightingale's Song at Midnight and the Morning Rain (1940)
Joan Miró – The Nightingale’s Song at Midnight and the Morning Rain (1940)

Durante lo scoppio della guerra civile spagnola nel 1935, Miró ritornò a Parigi, dove si dedicò totalmente alla raccolta di fondi per la causa repubblicana. Ma poi fece ritorno in Spagna, a Maiorca, a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale e della conseguente occupazione nazista di Parigi.

La grande celebrità

 

Con il termine della guerra mondiale e il riprendere di tutte le attività artistiche, Miró sfruttò la sua notorietà e le sue doti artistiche per confermare ulteriormente le sue opere, viaggiando per tutto il mondo e partecipando ad innumerevoli esposizioni.

Joan Miró - Figures and Dog in Front of the Sun (1949)
Joan Miró – Figures and Dog in Front of the Sun (1949)

Nel 1947 realizza un murale per l’Hotel Hilton a New York, nel 1954 Miró vinse il premio alla Biennale di Venezia, seguito nel 1958 dal Premio Internazionale Guggenheim.

Joan Miró - The gold of the Azure (1967)
Joan Miró – The gold of the Azure (1967)

Negli ultimi anni della sua vita, tra gli anni 70 ed 80, Mirò si dedicò alla Mail art, nella sua abitazione che da anni era cresciuta allestendo laboratori e studi di pittura e che Miró ne donò parte alla cittadinanza, che nel 1981 vi allestì una fondazione. Infatti fu solo dopo la morte di Franco e la caduta del regime (1978) che il grande artista cominciò ad essere riconosciuto in patria. Nel 1983 Mirò mori

 

Autore dell'articolo: Fabio Nelli