Max Ernst dal dadaismo al surrealismo – l’innovatore dell’arte moderna

Max Ernst fu uno dei pittori più famosi del XX secolo, grazie alle sue numerose innovazioni nel mondo dell’arte moderna. Nato a Brühl in Germania nel 1891, il suo talento si sviluppò sotto le influenze dell’espressionismo e del dadaismo, ma quando si trasferì a Parigi (1922),  si mostrò immediatamente come uno dei più eminenti rappresentanti dell’arte surrealista.

Max Ernst - Woman, old man and flower (1923)

Le sculture di Ernst – dal dadaismo al frottage

Ernst non fu solo un pittore, ma anche un attivo scultore. Generalmente le sue opere scultoree sono delle rappresentazioni simili a figure totemiche che ricordano le culture arcaiche, ma realizzate componendo diverse parti scombinate.

Max Ernst - The king playing with the queen (1944)
Max Ernst – The king playing with the queen (1944)

Nel 1919 divenne uno dei fondatori del gruppo dada di Colonia. Ernst utilizzava oggetti apparentemente incompatibili tra di loro per creare dei collage fantastici e sconcertanti per il loro aspetto innovativo. Nel trasferirsi a Parigi nel 1922 si unì ai dadaisti parigini. Ma con l’avvento del Surrealismo nel 1924, Ernst, grande ed instancabile innovatore, creò il frottage, una tecnica che prevedeva l’applicazione del collage su diversi supporti.

Max Ernst - The entire city (frottage)
Max Ernst – The entire city (frottage)

Le innovazioni di Ernst nella pittura: il grattage e la decalcomania

Ma anche per quanto riguarda la pittura, Ernst contribui enormemente nello sviluppare nuove forme d’arte e tecniche. Infatti dopo l’arrivo a Parigi, e le nuove correnti surrealiste che stavano coinvolgendo tutti gli ambienti di pittura, Ernst ideò il grattage. Questa è una tecnica pittorica particolare che prevede la realizzazione di una pittura da una raschiatura di una precedente pittura portata a secco.

Max Ernst - Colorado of Medusa (1953)
Max Ernst – Colorado of Medusa (1953)

Molto più tardi, intorno al 1940, Ernst ideo la decalcomania, una tecnica che si basa sull’applicazione nella pittura di diversi materiali sfruttando spessi strati di colore. Queste applicazioni a strati creavano degli effetti incredibili, realizzando in questo modo un’altra espressione della corrente di coscienza della poesia surrealista.

Max Ernst - La vestizione della sposa (decalcomania) 1940
Max Ernst – La vestizione della sposa (decalcomania) 1940

La storia di Max Ernst

Nato alla fine del XIX secolo in Germania, Ernst gode appieno della ricchezza di quei tempi potendo frequentare i corsi di storia dell’arte e di archeologia all’Università di Bonn. Dopo aver prestato servizio nella prima guerra mondiale, al ritorno in patria, sposa nel 1918 Luise Straus, una storica dell’arte. Completamente inserito nell’ambiente artistico dell’epoca, fonda un gruppo dadaista a Colonia. Ma nel 1922, dopo aver visto i colleghi dadaisti parigini e le loro opere, decide di trasferirsi a Parigi.

Max Ernst - L'éléphant Célèbes (1921)
Max Ernst – L’éléphant Célèbes (1921)

Un grande salto nel modo di esprimere la sua arte, Ernst lo fece conoscendo André Breton che lo portò ad abbracciare il surrealismo. Per oltre 10 anni di ambiente parigino, Ernst crea innumerevoli opere surrealiste, ma con il crescere del potere nazista nella vicina Germania, la sua arte viene indicata come “degenerata”.  La sua fuga verso il sud della Francia nel 1938 non evita comunque il suo arresto nel 1939. Artista non compreso dalle nuove correnti dittatoriali europee, si rifugiò negli Stati Uniti finchè le acque non si furono calmate. Infatti fu solo nel 1953 che Ernst ritorno in Francia.

Max Ernst - Ubu imperator (1923)
Max Ernst – Ubu imperator (1923)

Nel 1976 Ernst muore a Parigi, lasciandoci tantissime tecniche ed influenze che ancora oggi vediamo nei moltissimi quadri che oggi definiamo “pittura moderna” in maniera molto semplicistica.

Autore dell'articolo: Fabio Nelli