René Magritte - Il figlio dell'uomo (1964)

René Magritte, il surrealismo con pipa e bombetta

Tra i pittori belgi del Novecento spicca René Magritte che con le sue opere surreali è entrato nell’immaginario collettivo, specie per la serie di pitture in cui vengono raffigurati uomini in bombetta e pipe con una scritta sottostante. Elementi semplici, a volte ripetitivi, ma che ci permettono di varcare le porte del surreale, aprendoci gli occhi per meglio comprendere la realtà che ci circonda.

René Magritte - Golconda 1953
René Magritte – Golconda 1953

Nato a Lessines, in Belgio, nel 1898, René Magritte fu colpito profondamente in giovane età dal suicidio della madre, che buttandosi in un fiume fu ritrovata poi annegata con la camicia da notte avvolta intorno alla testa. Immagine che ritroveremo in alcune delle sue opere come Gli amanti (1928).

René Magritte - Gli amanti 1928
René Magritte – Gli amanti (1928)

Dopo aver completato gli studi classici, Magritte si iscrisse nel 1916 all’Accademia delle Belle Arti di Bruxelles, per poi cominciare a lavorare come grafico per un’azienda di carte da parati. Negli anni di sviluppo artistico, passò da esperienze di stili cubista e futurista, assimilandone molte caratteristiche, che poi portarono con una lenta evoluzione a sviluppare quel suo particolare stile surrealista.

Giorgio de Chirico - Canto d'Amore (1914)
Giorgio de Chirico – Canto d’Amore (1914)

Il passaggio allo stile surrealista, a detta dello stesso artista, quando ammirò per la prima volta l’opera di De Chirico, Canto d’Amore. Magritte rimase talmente colpito da quest’opera che la prese come modello base per tutte le sue tutte opere future. Riconosciamo in essa infatti moltissimi elementi dello stile personale di Magritte.

René Magritte - La memoria (1948)
René Magritte – La memoria (1948)

René Magritte, una volta ben focalizzato lo stile da seguire e sviluppare, entrò a far parte del circolo di artisti surrealisti di Bruxelles. Nel 1926 conobbe il poeta francese André Breton, leader del movimento surrealista e ne rimase molto colpito. E’ negli anni tra il 1927 ed il 1930 che l’artista si fece conoscere grazie a moltissime esposizioni delle sue opere tra Bruxelles e Parigi.

René Magritte - Il falso specchio (1928)

Nel 1940 con il timore dell’invasione tedesca si trasferisce nel sud della Francia, a Carcassone, dove rimarrà fino al 1947. In questo periodo esperimenta nuove evoluzioni al suo stile.

René Magritte - L'echo (1944)
René Magritte – L’echo (1944)

Nel 1967 muore a Bruxelles per un cancro al pancreas dopo aver lasciato al mondo moltissime opere, ed averci affascinato con i suoi uomini in bombetta, le pipe e altri simboli di un surrealismo, definito giustamente dai critici, onirico.

René Magritte - Il donatore felice (1966)
René Magritte – Il donatore felice (1966)

E’ infatti attraverso le sue simbologie assurde, che ci attira l’attenzione, ma che fa aprire uno sguardo lucido sulla realtà che ci circonda. Gli elementi sono sempre reali, ripetitivi, con giochi spaziali, dove le ombre e i chiari oscuri non giocano un ruolo importante. A strutturare i quadri sono gli schemi, le combinazioni tra spazio e colore.

René Magritte - Collective Invenction (1934)
René Magritte – Collective Invenction (1934)

Infatti, spesso con pochi elementi, le sue opere riescono ad esprimere sensazioni concrete. I giusti accostamenti, le metamorfosi a cui sono soggetti alcuni di questi soggetti rappresentati, base del surrealismo, riescono a suscitare in chi le guarda, idee e sensazioni concrete.

René Magritte - L'impero delle luci (1953-1954)
René Magritte – L’impero delle luci (1953-1954)

Soggetti preferiti di René Magritte sono anche gli sfondi, come i cieli diurni arricchiti da morbide nuvole, i paesaggi notturni cittadini con le loro illuminazioni tenui e rassicuranti. Sono tutti elementi che René Magritte riprende in molte delle sue opere, e che contraddistinguono quel suo stile unico ed inconfondibile.

René Magritte - La Trahison des images (1928-29)
René Magritte – La Trahison des images (1928-29)

Altro aspetto di alcune opere di Magritte è una sottile ironia, che affascina chi le osserva, e gli apre le porte alla comprensione di come la realtà sia a volte surreale. Questo lo ritroviamo per esempio nell’opera La Trahison des images, dove un testo mostra a chi lo guarda che un’immagine, nonostante rappresenti una pipa, rimane tale ed è ben distante da quello che è una pipa vera e propria. Le porte del surrealismo in un’opera con elementi semplici rappresentati come una singola pipa.

Museo Virtuale – Le opere di René Magritte