Salvador Dalí ed il Surrealismo come linguaggio metaforico, provocatorio e realistico

Salvador Dalí è un pittore ed illustratore spagnolo considerato oggi il maggior rappresentante del Surrealismo veristico. Infatti le sue opere ricchissime di particolari sono meticolosamente rappresentate fino al più piccolo dettaglio.

Salvador Dalì - La metamorfosi di narciso (1937)
Salvador Dalì – La metamorfosi di narciso (1937)

Le origini di Salvador Dalí

Nel 1904, nasce a Figueres, una cittadina della Catalogna a nord di Barcellona, Salvador Dalì. L’artista cominciò a frequentare gli studi di arte presso l’Accademia d’Arte di Madrid, in particolar modo incoraggiato dalla madre, che purtroppo perse nel 1921. L’artista si dimostrò immediatamente portato per le arti rappresentative, in particolar modo per la sua grande capacità nel rappresentare i dettagli nelle sue opere. Questa sua tendenza della pittura è molto probabilmente dovuta alla sua grande ammirazione per il pittore francese Meissonier, che lo influenzo in tal maniera.

Salvador Dalì - Ragazza alla finestra (1925)
Salvador Dalì – Ragazza alla finestra (1925)

Comunque il carattere non mansueto di Dalì gli causò notevoli problemi durante la sua carriera artistica. Nel 1924 fu arrestato per aver organizzato una protesta nell’Accademia, ed nel 1926 fu persino espulso dall’Accademia poco prima di sostenere gli esami finali.

In quello stesso anno fece un viaggio a Parigi, in cui incontro il suo connazionale Pablo Picasso, già pittore molto affermato all’epoca e che Salvador Dalí ammirava per le sue opere. Picasso e Miró influenzarono enormemente in questi anni lo sviluppo dello stile di Dalì, uno stile che nelle esposizioni a Barcellona, crearono critici sia entusiasti che perplessi.

Salvador Dalì - Il grande masturbatore (1929)
Salvador Dalì – Il grande masturbatore (1929)

Ma lo stile di Dalì si sviluppò insieme al suo personaggio, come i suoi vistosi baffi, che l’artista si fece crescere in quegli anni ispirato da Diego Velázquez.

Salvador Dalì nel 1965
Salvador Dalì nel 1965

Freud, il metodo paranoico critico ed il Surrealismo

Nel 1929 Dalí giunge a Parigi per unirsi al circolo dei surrealisti, con cui condivide l’automatismo e la rappresentazione onirica delle opere. I primi lavori di Salvador Dalí mostrano chiaramente le influenze di de Chirico con la sua metafisica e della psicologia di Freud che ispira molti dei soggetti delle opere del pittore.

Salvador Dalì - Apparatus and Hand (1927)

In particolare non solo utilizzò le tematiche di Freud come punto di inspirazione per le sue opere, ma utilizzò un metodo chiamato “paranoico-critico” con cui produsse molte illusioni ottiche disegnate con stile iperrealistico, associando come temi sogno e inconscio.

Il metodo paranoico-critico permetteva a Dalì di raggiungere uno stato di pseudotrance, in cui riusciva ad avere visioni fantastiche e surreali che poi successivamente rappresentava nei suoi quadri, utilizzando una meticolosa attenzione e accuratezza nei particolari.

Salvador Dalì - Persistenza della Memoria (1931)
Salvador Dalì – Persistenza della Memoria (1931)

Il Surrealismo come linguaggio metaforico, provocatorio e realistico

Molte tematiche si svilupparono nelle opere di Dalí che non si limitavano di certo solo alle pitture, infatti realizzò sculture, fotografie, e materiale scritto, e produsse anche dei filmati. Un artista poliedrico che cercava sempre nuovi stimoli e nuove forme di rappresentare il suo Surrealismo.

Salvador Dalì - The enigma of desire (1929)
Salvador Dalì – The enigma of desire (1929)

Infatti in ogni opera di Dalì si cela un messaggio, una tematica, nascosta da un lunguaggio metaforico, ma di effetto dato che le sue rappresentazioni sono molto realistiche. Dalí utilizzò il Surrealismo come una forma di linguaggio provocatorio, che sfruttando le tematiche di Freud riusciva a trasmettere i messaggi attraverso il subconscio.

Salvador Dalì - L'orologio molle al momento della prima esplosione (1954)
Salvador Dalì – L’orologio molle al momento della prima esplosione (1954)

La seconda fase: l’illusione ottica tra la scienza e la relione

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Salvador Dalí lascia Parigi e si sposta negli Stati Uniti, e più precisamente a New York, dove nel 1941 espone al Museum of Modern Art le sue opere.

Salvador Dalì - Ragno di sera (1940)
Salvador Dalì – Ragno di sera (1940)

Con il terminare della guerra, decise di tornare nella sua terra natale, la Spagna, nel 1948. Una volta tornato, tra molte sue opere si può notare un periodo particolare in cui molte tematiche riguardano la religione.

Salvador Dalì - L'ultima cena (1955)
Salvador Dalì – L’ultima cena (1955)

Negli anni 50 infatti la sua devozione alla religione cattolica aumenta e si fa sentire in molte sue opere. Anche i temi scientifici furono spesso fonte di ispirazione dell’artista per nuove forme di rappresentazione. Interessante riscontrare in alcune sue opere una nuova interpretazione dell’iconografia cristiana, in cui vengono assunti toni moderni attraverso frammentazioni geometriche ispirate dalla fisica nucleare.

Salvador Dalì - Corpus hypercubus (1954)
Salvador Dalì – Corpus hypercubus (1954)

Il ritorno in patria, dove all’epoca regnava la dittatura fascista di Franco, creò pian piano molte incomprensioni da parte degli altri artisti europei portandoli ad isolare l’artista e a rifiutare le sue opere nelle varie esposizioni. Molto più per ragioni politiche che per ragioni di correnti artistiche e qualità delle opere.

Salvador Dalì - Galatea of The Spheres (1952)
Salvador Dalì – Galatea of The Spheres (1952)

Nel 1989 Salvador Dalí muore nella stessa città in cui era nato: Figueras.

Autore dell'articolo: Fabio Nelli