Umberto Boccioni - Stati d'animo II gli addi (1911)

Umberto Boccioni ed il futurismo

Dell’arte del XX secolo, possiamo andare fieri del futurismo, corrente d’avanguardia tutta italiana che fortemente influenzò la pittura, apportando nuovi concetti e prospettive. Tra i maggiori esponenti vi è il pittore Umberto Boccioni, che con le sue opere definì in grandi linee lo stile futurista nella pittura, partendo dalle sue basi cubiste, e apportando dinamica alle sue forme e rappresentazioni.

Umberto Boccioni - Visioni simultanee (1912)
Umberto Boccioni – Visioni simultanee (1912)

Umberto Boccioni nacque a Reggio Calabria nel 1882. Figlio di un dipendente della prefettura, passò la sua giovinezza spostandosi di continuo di città in città nel territorio nazionale. Ebbe modo quindi di vivere in città come Forlì, Padova, Genova, Roma e Catania. Nel 1902, appena ventenne, si trasferì con il padre a Roma (mentre la madre e la sorella si trasferirono a Milano), cominciando a frequentare gli studi di pittura per apprendere i primi rudimenti dell’arte pittorica.

Umberto Boccioni - La signora Virginia (1905)
Umberto Boccioni – La signora Virginia (1905)

Durante questo periodo ebbe modo di frequentare lo studio del pittore divisionista Giacomo Balla, dove conobbe altri allievi, divenuti poi grandi pittori, come Gino Severini e Mario Sireni. I tre apprendisti strinsero quindi una forte amicizia che durò nel tempo. Insieme riuscirono a viaggiare all’estero, nonostante le ristrettezze economiche, sia a Parigi che in Russia.

Umberto Boccioni - Dinamismo di un ciclista (1913)
Umberto Boccioni – Dinamismo di un ciclista (1913)

Dopo diversi viaggi, Umberto Boccioni, di ritorno in Italia, cominciò ad evidenziare una particolare sofferenza all’arte italiana sua contemporanea, considerata da lui come “di provincia”. Stanco ed in cerca di ambienti stimolanti, lasciò Roma ed il padre, per trasferirsi a Milano nel 1907. Qui ebbe modo di conoscere e frequentare alcuni nuovi circoli artistici di più ampie e moderne visioni, e di poter venire a contatto con un ambiente culturale più aperto alle novità. In questi anni conobbe infatti sia Romolo Romani che Gaetano Previati, due noti pittori del Novecento italiano.

Umberto Boccioni - La città che sale (1910)
Umberto Boccioni – La città che sale (1910)

Ma quella corrente artistica che trovò a lui più affine fu quella futurista, legata alla figura di Filippo Tommaso Marinetti. Infattti, insieme a lui, ai sui compagni Gino Severini, Giacomo Bella, e ad altri artisti come Carlo Carrà e Luigi Rummolo, scrissero e pubblicarono nel 1912, il Manifesto tecnico del Movimento Futurista.

Umberto Boccioni - La carica dei lancieri (1915)
Umberto Boccioni – La carica dei lancieri (1915)

Il futurismo doveva liberarsi definitivamente dai modelli e dalle tradizioni raffigurative, e dedicarsi a rappresentazioni dinamiche, di movimento, e che potessero essere espressi in continua evoluzione. Quindi, Umberto Boccioni, come futurista, si trovò finalmente nella possibilità di poter esprimere al meglio le sue potenzialità artistiche, abbattendo tutti gli schemi a lui contemporanei, che trovava stretti e provinciali.

Umberto Boccioni - The antigraceful (1912)
Umberto Boccioni – The antigraceful (1912)

Se analizziamo le basi del futurismo di Umberto Boccioni, si ha una partenza da una forte base cubista, di cui l’artista ebbe una forte influenza, ma la cui staticità venne poi messa fortemente in discussione. Infatti a questo stile seppe aggiungere movimento e dinamismo, come un continuo trasformarsi ed evolversi del soggetto rappresentato, rappresentato in diverse fasi temporali tutte contemporaneamente. Quindi da opere di Umberto più strettamente legate al cubismo come The antigraceful (1912) si ha una evoluzione stilistica in soggetti più dinamici come Dinamismo di un footballer (1913) e Dinamismo di un ciclista (1913).

Umberto Boccioni - Dinamismo di un footballer (1913)
Umberto Boccioni – Dinamismo di un footballer (1913)

Artista sempre sul livello dell’avanguardia artistica e noto anche all’estero, fu sempre pronto ad intervenire nei dibattiti con gli altri artisti, come per esempio i cubisti francesi e gli espressionisti tedeschi. Nel 1915 poi scoppiò il primo conflitto mondiale e l’artista, interventista, si arruolò per la guerra. Comunque non ebbe mai modi di combattere al fronte, ma fu dislocato lungo le rive del Lago Maggiore, dove ebbe modo di conoscere e frequentare Vittoria Colonna, una donna sposata con il marito al fronte. Questo fu un periodo molto felice e lieto per l’artista, che trascorse molte giornate in compagnia della donna. Purtroppo in questi mesi, Umberto cadde da cavallo durante una esercitazione militare e morì a soli 33 anni.

Umberto Boccioni - Materia (1912)
Umberto Boccioni – Materia (1912)

Seppur morto in giovane età e con pochi anni di produzione artistica alle spalle, Umberto Boccioni sviluppò in pochi anni uno stile innovativo, riconosciuto da tutti i circoli artistici di Europa. Tra le sue opere di maggior valore e più rappresentative vi è Materia (1912). In quest’opera vi è raffigurata la madre dell’artista con le mani conserte, di cui sono queste e non il volto ad essere le protagonisti in primo piano, volta in verso opposto ad un balcone. Inoltre l’immagine della madre convive “dinamicamente” con altre immagini di scenari urbani (probabilmente quello che si vede dal balcone), perfettamente integrati alla figura materna, creando una struttura base intrecciata in continua evoluzione.

Umberto Boccioni - Stati d'animo II gli addi (1911)
Umberto Boccioni – Stati d’animo I, gli addii (1911)

Umberto Boccioni, in pieno spirito futurista, realizzò una serie di opere, chiamate Stati d’Animo, che sono ritenute tra le sue opere maggiori, in particolar modo Gli addii (1911). In questo dipinto si evidenziano dalle forme curvilinee e vorticose, l’evoluzione tecnologica portata dal treno. Infatti questo metodo di locomozione portò in Europa la possibilità di potersi muovere comodamente e quindi fu vista come una forma di progresso. Inoltre il treno è dinamico, si muove velocemente ed è simbolo del progresso e del futuro in eterno movimento. Temi particolarmente amati dai pittori futuristi.