Roma Aventino - Veduta di Roma da Parco degli Aranci

Aventino, uno dei Sette Colli di Roma

L’Aventino, noto come uno dei sette colli su cui è stata fondata la città di Roma, è oggi un bellissimo quartiere del centro, in cui si possono visitare molti monumenti di interesse architettonico. Risalendo dal Circo Massimo si possono visitare i numerosi monumenti, come la chiesa paleocristiana di Santa Sabina, il bellissimo Parco degli Aranci, ricavato dall’antica fortezza Savelli e da cui è possibile ammirare il centro di Roma, il Gran Priorato dell’Ordine di Malta con il suo famoso buco della serratura da cui è possibile ammirare il cupolone, e a Maggio visitare il meraviglioso Roseto Comunale con le centinaia di varietà di rose in piena fioritura.

Storia del colle Aventino

Come tutti sappiamo il colle Aventino fu uno dei sette colli di Roma su cui si fonda la città di Roma, e quindi la sua storia fu strettamente legata a quella della città fin dalle sue remote origini. In realtà l’origine del termine Aventino è ancora incerta, lo stesso vale per gli antichi autori latini. Per Virgilio, Aventino fu il nome del figlio della sacerdotessa Rea e di Ercole e che si alleò con Turno, re dei Rutuli, per combattere contro Enea. Per Varrone, Livio e Ovidio, Aventinus fu invece il nome di un re albano ucciso e sepolto sul colle. Pe altri ancora, invece il nome di questo colle deriverebbe da caratteristiche naturali: ab advectu, perchè era necessaria una barca per attraversare la palude tiberina e giungere fino al colle, o ab avibus, per via degli uccelli acquatici che si levavano in volo dal Tevere per raggiungere il colle. Per altri ancora Aventinus sarebbe il nome dato sai Sabini al colle dopo la concessione di Romolo ad insediarvisi per formare Roma, per ricordare il fiume Avens, presente allora in Sabina.

Già nel periodo di Servio Tullio, uno dei sette re di Roma, l’Aventino fu incluso nel circuito di mura che circondavano la città, anche se non era ancora compresa nel pomerio (confine sacro ed inviolabile della città di Roma). La sua posizione marginale favorì quindi la costruzione di molti edifici religiosi adibiti al culto straniero. Nel V e IV secolo a.C. , infatti, furono edificati in questa zona molti luoghi di culto dedicati a divinità etrusche ed italiche, come Iuno Regina (divinità di Veio) e Verumnus (protettore della vegetazione e degli alberi fruttiferi di Volsinii, cioè l’odierna Bolsena). Ma anche durante il periodo imperiale l’Aventino fu scelto per erigere luoghi di culto dedicati a divinità straniere (sempre più esotiche e lontane) come per esempio Iside e poi il Cristianesimo.

Roma Aventino - Veduta di Roma da Parco degli Aranci
Veduta di Roma dal Ciglio dell’Aventino

La ricchezza di strutture ed edifici religiosi nell’Aventino è rimasta pressoché immutata fino ai giorni nostri. La costruzione di luoghi di culto dediti a divinità straniere era in gran parte dovuta alla forte presenza straniera nella popolazione residente in questo quartiere. Infatti la vicina presenza di zone mercantili come il Porto Tiberino ed il Foro Boario a sud, e la pianura del Testaccio ed il suo nuovo porto fluviale a sud, portarono numerosi mercanti a cercare dimora nel vicino quartiere.

Durante il periodo medievale gli antichi luoghi sacri di culto, ormai in rovina ed abbandonati furono via via ripresi come basi per la costruzione di nuovi edifici religiosi, ed inoltre è in questo periodo che sulla parte più alta dell’Aventino, in corrispondenza del dirupo che si affaccia sul Tevere, fu costruita la Rocca Savelli, sfruttando la sua posizione strategica, e dove si rifugiò papa Onorio IV nel XIII secolo.

Roma Aventino - Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio
Roma Aventino – Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

Nel Settecento, uno dei complessi ecclesiastici fu scelto dall’architetto Gian Battista Piranesi per realizzare la sede del Priorato dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Fuori dal cancello di entrata di tale struttura, si trova sempre una lunga fila di turisti che fanno la coda per “spiare attraverso il buco della serratura”. E’ infatti un’interessante attrazione turistica quella di osservare la cupola di San Pietro attraverso tale buco.

Basilica di Santa Sabina

Questo antico edificio fu realizzato tra il 422 ed il 432, sotto le direttive del sacerdoto Pietro di Illiria, durante il papato di Celestino I. Questa chiesa fu realizzata molto probabilmente sull’antico Titulus Sabinae, e rappresenta un ottimo esempio di basilica paleocristiana a pianta longitudinale. Dopo l’editto di Costantino, e la libertà di esercizio del Cristianesimo, si istituirono molti titulus, che erano delle strutture private che venivano donate alla comunità cristiana per esercitare il nuovo culto.

Roma Aventino - Basilica di Santa Sabina
Roma Aventino – Basilica di Santa Sabina

La Basilica di Santa Sabina rappresenta tra le chiese paleocristiane, uno degli esemplari di maggior pregio, riccamente decorata da pareti con intarsi marmorei e allo stesso tempo la presenza di colonne e capitelli recuperati dal vicino Tempio di Giunone. La facciata della chiesa si apre su un atrio su cui sono stati raccolti moltissimi reperti romani, tra cui sarcofagi, lapidi, transenne ed altri elementi recuperati dai numerosi resti romani su cui è stata eretta la struttura. La facciata è costituita per gran parte da un portico ad arcate poggiato su quattro colonne di marmo a spirale e quattro colonne di granito. Mentre l’interno è articolato su tre navate a terminazione absidale, separate tra di loro da due serie di colonne corinzie che sostengono delle arcate continue ad ampio raggio.

Roma Aventino - Basilica di Santa Sabina - colonne sulla navata laterale
Roma Aventino – Basilica di Santa Sabina – colonne sulla navata laterale

La basilica sebbene risalente al periodo paleocristiano, ha subito numerose modifiche e restauri nel corso dei secoli. Già nell’Alto medioevo, con papa Eugenio II (824-827) si aggiunse alla struttura la Schola Cantorum, mentre nel 1222 furono aggiunti il campanile e il chiostro. Altri profondi restauri furono effettuati da Domenico Fontana nel 1587 e da Francesco Borromini nel 1643. Ma nel Novecento, riscoprendo il valore degli stili architettonici, inziarono alcuni lavori promossi dall’architetto Antonio Muñoz , allo scopo di rimuovere le numerosi sovrapposizione aggiunte dal Fontana, in modo da restituire alla basilica di Santa Sabina, il suo aspetto paleocristiano.

Roma Aventino - Basilica di Santa Sabina - entrata e portico
Roma Aventino – Basilica di Santa Sabina – entrata

La Fontana del Mascherone

Nella piazza antistante la Basilica di Santa Sabina, vi è una fontana monumentale, la fontana del Mascherone di Santa Sabina. Questa fontana risale al 1936 quando, durante la sistemazione della piazza, l’architetto Antonio Muñoz decise di realizzare una pregevole fontana in prossimità del portale d’accesso al Parco degli Aranci, assemblando pezzi d’antichità che si trovavano nei magazzini comunali, allo scopo di abbellire ulteriormente questo luogo.

Roma Aventino - Fontana del Mascherone di Santa Sabina
Roma Aventino – Fontana del Mascherone di Santa Sabina

Il mascherone della fontana è un’opera dello scalpellino Bartolomeo Bassi, che lo realizzò nel 1593 su disegni di Giacomo della Porta. Originariamente quest’opera era posta nel Campo Vaccino, proprio sopra la vasca termale in granito su cui è attualmente collocato, e veniva utilizzato come abbeveratoio per le mandrie che vi pascolavano. Agli inizi dell’Ottocento, Papa Pio VII Chiaramonti (1800-1823) separò la struttura in due parti distinte: la vasca in granito fu trasferita a Montecavallo, come fontana sotto le statue dei Dioscuri, mentre il mascherone, venne trasferito al Porto Leonino, dove fu collocato nella fontana dell’Acqua Lancisiana, rimanendovi fino al 1897, anno in cui la struttura venne smantellata per l’apertura dei lungotevere. Nel 1936, Muñoz ebbe la saggezza di riassemblare i due manufatti in una sola struttura.

Rocca Savella ed il Parco degli Aranci

Dalla Piazza di Santa Sabina e proprio in corrispondenza della Fontana del Mascherone, si erge quello che rimane della Rocca Savella, un’area fortificata oggi utilizzata come giardino e chiamato Parco degli Aranci. Quello che oggi è considerato uno dei posti più romantici di Roma, era nel periodo medievale una possente fortezza. La costruzione originaria fu probabilmente eretta da Cencio Camerario, cioè papa Onorio III. Il nome Rocca Savella si deve alla famiglia Savelli che fu la proprietaria di questa fortificazione per tutto il XIII secolo.

Roma Aventino - Giardino degli Aranci, Rocca Savella
Giardino degli Aranci, Rocca Savella (Aventino – Roma)

La Rocca Savella ebbe lo scopo di controllare la strada di accesso al colle Aventino che dalle rive del Tevere risaliva fino fino alla sommità del ciglio dove questa si trovava (Clivio di Rocca Savella). Ma già nel Cinquecento la rocca perse la sua funzione difensiva e smise di essere utilizzata come fortificazione. La parte interna alle mura fu via via dedicata a giardino. Della vecchia fortezza ormai rimane solo la cinta muraria, intervallata da torri squadrate di cui rimangono solo alcuni resti.

Roma Aventino - Rocca Savella
Clivio di Rocca Savella (Roma – Aventino)

Ma la posizione strategica ritornò utile anche in seguito, quando nel Settecento utilizzarono la Rocca come area di controllo dell’area fluviale, e nel 1849 dai soldati della Repubblica Romana comandati da Giuseppe Garibaldi contro le milizie francesi.

Roma Aventino - Rocca Savella e Giardino degli Aranci visto dal tevere
Roma Aventino – Rocca Savella e Giardino degli Aranci visto dal tevere