Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila

Leggermente al di fuori del centro storico di L’Aquila vi è la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Questo splendido monumento, uno dei simboli della città, è fortemente legato alla figura di Pietro da Morrone, cioè papa Celestino V. Sopravvissuta a numerosi terremoti, nonostante le sue moltissime ristrutturazioni, oggi ha riacquistato il suo antico fascino romanico seguendo i gusti del santo, che ne volle la costruzione e che qui giace ancora.

Basilica di Collemaggio - L'Aquila

La Basilica di Pietro da Morrone, Celestino V

Nella zona attuale della basilica, nei primi anni dopo il Mille sorgeva una chiesa chiamata Santa Maria dell’Assunzione. Fu in questa chiesa, che intorno al 1270 trovò rifugio Pietro da Morrone. Questo eremita, noto a tutti in futuro come Papa Celestino V, era in viaggio verso la Francia per partecipare al Concilio di Lione II. Rifugiatosi in questa chiesa, la tradizione vuole che all’eremita apparve in sogno la Beata Vergine, ordinandogli di costruire in tale luogo una nuova e maestosa basilica a lei dedicata.

Basilica di Collemaggio - L'Aquila - facciata
Facciata della basilica

Fu così che pochi anni dopo, a partire dal 1287, iniziarono i lavori per la costruzione di quella che sarà il più significativo edificio religioso di tutto l’Abruzzo. La storia della costruzione è fortemente legata alla figura di Celestino V. Infatti dopo essere stato nominato papa il 5 luglio 1294, Pietro da Morrone, si recò immediatamente all’Aquila e proprio nella basilica di Santa Maria di Collemaggio fortemente da lui voluta. Fu proprio in questa chiesa che venne incoronato papa con il nome di Celestino V.

Basilica di Collemaggio - L'Aquila - portale

Purtroppo Celestino V rimase in carica solo per quattro mesi. Infatti, Pietro da Morrone era una persona semplice e spirituale e amava ritornare alla sua vita di eremita. Dopo l’abdicazione, fu imprigionato nella rocca di Fumone in Ciociaria, dove morì due anni dopo. Inizialmente fu sepolto nell’abbazia di Ferentino. Poi dopo la canonizzazione di Celestino V da parte di papa Clemente V, le reliquie del Santo Celestino furono portate nel 1327 all’interno della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la chiesa di cui aveva tanto desiderato la costruzione.

Basilica di Collemaggio - L'Aquila - interno
Interno della basilica riportato allo stile romanico

Una chiesa segnata dai terremoti

Ma già pochi anni dopo la costruzione, nel 1315, un forte terremoto provocò il crollo dell’abside. Questo insieme alla crescita dell’importanza della basilica, richiesero delle opere di accrescimento e di abbellimento della chiesa. Grazie ad una forte donazione dei Camponeschi, famiglia nobile di L’Aquila, si completarono tali lavori. Purtroppo già nel 1349 ci fu un altro terremoto che riportò nuovi danni alla basilica.

I lavori di abbellimento continuarono, soprattutto nel secolo successivo, soprattutto per la visita in città nel 1438 di San Bernardino da Siena che rimase per 12 giorni in preghiera nella chiesa, con la presenza in città di altri grandi nobili e personaggi illustri, come Renato I di Napoli. Nonostante tutti i nuovi lavori, tra cui la facciata, un altro grande terremoto nel 1456, provocò il crollo del transetto e di parte del monastero situato affianco della basilica. Ulteriori danni al monastero si ebbero nel terromoto del 1461.

Basilica di Collemaggio - L'Aquila - entrata laterale
Porta Santa

Si ricominciarono le ristrutturazioni che si protrassero per altri due secoli con ulteriori abbellimenti, che portarono l’introduzione dello stile barocco. Tutte queste ristrutturazioni ed abbellimenti, oggi non sono più visibili, dopo la ristrutturazione morettiana in questi ultimi anni, eccetto che la cappella dell’abate.

Basilica di Collemaggio - L'Aquila - navata
Navata laterale

Dopo circa due secoli di tranquillità in cui si arricchì il complesso con nuove strutture ed abbellimenti in stile barocco, vi fu un altro fortissimo terremoto nel 1703 che provocò nuovi danni alla chiesa. I lavori di ristrutturazione ripresero quasi immediatamente. Ancora un altro terremoto nel 1915 provocò il terremoto di parte della facciata che fu ricostruira. Nonostante tutti questi terremoti, compreso il recentissimo terremoto del 2009 che provocò innumerevoli danni sia alla Basilica che al resto della città, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio è ancora oggi presente e perfettamente restaurata, simbolo di una città che si rialza in piedi.

Autore dell'articolo: Fabio Nelli