Tarquinia - Chiesa di Santa Maria del Castello

Corneto, la Tarquinia medievale

La città di Tarquinia che tutti oggi noi conosciamo non è quella etrusca, ma ha origini medievali, e fino a poco tempo fa veniva chiamata Corneto. Infatti dopo la caduta dell’Impero Romano, le continue scorrerie lungo la costa, l’abbandono e lo spopolamento dei campi con il conseguente ritorno della malaria, portarono la popolazione locale a rifugiarsi in luoghi più sicuri e difendibili.

Tarquinia - Corneto e l'Altura del Castello
l’Altura del Castello – Tarquinia

Fine della vecchia Tarquinia e nascita dell’Altura del Castello

Gli abitanti della Tarquinia etrusco-romana trovarono in un colle vicino alla vecchia città, oggi chiamato l’Altura del Castello, un posto perfetto per i loro scopi: era un luogo alto e ben difendibile, si trovava ancora vicino al fiume Marta (allora navigabile) e non era così distante dalla vecchia città.

Tarquinia - il Castrum e Altura del Castello
Entrata al Castrum e all’Altura del Castello

Si ebbe così un lento trasferimento tra il VII e l’VIII secolo con il graduale sviluppo urbano lungo il colle, in concomitanza con l’edificazione della fortezza sull’Altura del Castello, centro militare e riferimento difensivo del nuovo centro di Corneto.

Tarquinia - la fortezza dell'Altura del Castello
Porta di Castello (XV sec Vitelleschi) – Tarquinia

Santa Maria del Castello

Oggi visitando la zona del Castello si può ammirare la chiesa di Santa Maria del Castello, i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1121 per poi essere completati quasi un secolo dopo, con una solenne consacrazione nel 1208 a cui presiedettero ben 10 vescovi.

Tarquinia - Chiesa di Santa Maria del Castello
Chiesta di Santa Maria del Castello

Di stile prettamente romanico, l’interno è a tre navate sostenute e divise tra di loro da una serie di semi colonne ornate da fasce e capitelli in nenfro. Il pavimento si compone di eleganti mosaici in stile cosmatesco dei quali oggi rimangono solamente delle tracce. Nella navata di destra si trova uno splendido fonte battesimale a pianta ottagonale del tipo ad immersione.

Tarquinia - Chiesa di Santa Maria del Castello facciata
Chiesa di Santa Maria del Castello

Ma già un secolo dopo la sua consacrazione, questa chiesa perse d’importanza con l’estendersi del centro urbano lontano dalla sua posizione e rimanendo così in una posizione marginale. Infatti nel 1435 Papa Eugenio IV le tolse il titolo di collegiata, e diede il titolo di cattedrale alla chiesa di Santa Margherita.

Tarquinia - Palazzo Castelleschi
Palazzo Castelleschi – Tarquinia

La nuova civitas di Corneto

Quindi già nel XII secolo si va a delineare una nuova città, chiamata Corneto che sorge sulla parte più alta del colle attualmente occupato da Tarquinia. Lo sviluppo urbano in questi secoli ne conferiscono una tessitura tipicamente medievale che ancora oggi è facilmente identificabile. Mentre la zona dell’Altura del Castello, il “Castrum“, perse rapidamente importanza, per lasciare posto a nuovi edifici nel centro di Corneto come la Chiesa di San Pancrazio, il Palazzo dei Priori ed il Palazzo Castelleschi.

Tarquinia - Palazzo dei Priori
Palazzo dei Priori – Tarquinia

Tra i monumenti eretti per assolvere alle funzioni svolte in precedenza dal Castrum vi è il Palazzo dei Priori. L’edificio fu realizzato dall’accorpamento di vari edifici privati, tutti databili tra il XII ed il XIII secolo, e le torre laterali anch’esse accorpate alla struttura contribuirono a conferire all’edificio un aspetto maestoso. Oggi il palazzo ospita il Museo della Ceramica d’uso a Corneto.

Tarquinia - Chiesa di San Pancrazio (facciata)
Chiesa di San Pancrazio

Chiesa di San Pancrazio

La data precisa di costruzione della Chiesa di San Pancrazio non è nota anche se dagli elementi architettonici utilizzati, si può,, con relativa sicurezza, far risalire alla fine del XII secolo. Infatti la chiesa mostra la copresenza di elementi sia romanici che gotici, con una facciata caratterizzata da un portale sormontato da un arco ogivale costituito da più
elementi concentrici e poggiante su due fasci di lesene e colonnine.

Tarquinia - Chiesa di San Pancrazio (retro)
Chiesa di San Pancrazio (retro) – Tarquinia

La cornice della porta, il campanile, e la cuspide crestata ci mostrano anche una derivazione di origine normanna. All’interno si ha un’unica navata suddivisa in due campate, in origine entrambe a volta. Il presbiterio rialzato rispetto al resto della chiesa è invece in legno. La chiesa fu attiva fino ai primi del Novecento, e poi venne abbandonata. Negli anni Cinquanta fu restaurata ed oggi è utilizzata come auditorium e sede di eventi culturali.

Gli anni di splendore di Corneto

Nei secoli compresi tra il XIII ed il XIV secolo, Corneto raggiunse il suo massimo splendore. La città infatti godeva di autonomia politica ed i suoi commerci erano floridi anche con città allora potenti come Pisa e Genova con cui aveva stretto patti di alleanza. Il suo territorio si estendeva anche sui castelli vicini e consisteva principalmente di campi coltivati altamente produttivi.

Tarquinia - Torre Barucci (XI sec.)
Torre Barucci (XI sec.) – Tarquinia

Inoltre Corneto possedeva un porto alle foci del fiume Marta, all’epoca ancora navigabile che permetteva sia di commerciare con le città all’interno che di instaurare strategici traffici marittimi. Un tale stato di ricchezza e di florida stabilità, portò all’immigrazione di molte famiglie anche da altre parti d’Italia. L’aumento demografico fece crescere enormemente la città, sviluppando tutta una nuova zona, chiamata Nuova castrum, e che oggi possiamo identificare con la parte meridionale della città che si trova a destra del Corso Vittorio Emanuele (la via che divide in due la città dentro le mura).

Tarquinia - Archivio storico (XV secolo)
Archivio storico (XV sec.) – Tarquinia

Nel 1328 Matteo Vitelleschi divenne il signore di Corneto, anche se il suo governo durò solo due anni, per poi essere ucciso dai cittadini in rivolta. Negli anni seguenti ci fu quindi un vuoto di potere che fece passare la città sotto diversi scambi di potere, per poi tornare sotto la famiglia Vitelleschi.

Tarquinia - Torre Draghi (XII sec.)
Torre Draghi (XII sec.) – Tarquinia

Questa famiglia, legata alla città, intraprese diverse opere di recupero per contrastare il declino repentino in cui la città si ritrovo nel XV secolo. Infatti nel 1452 la peste provocò un’ingente caduta demografica che mise completamente in ginocchio la città. I campi furono abbandonati per mancanza di manodopera, si impaludarono e ritornò contestualmente anche la malaria. Tra le opere di questa famiglia vi è il meraviglioso Palazzo Vitelleschi.

Tarquinia - Palazzo Vitelleschi
Palazzo Vitelleschi – Tarquinia

Palazzo Vitelleschi

Il palazzo venne eretto tra il 1436 ed il 1439 su volere del cardinale Giovanni Vitelleschi. Della sua realizzazione fu incaricato Pier Giovanni Sacchi, collaboratore del cardinale, che decise di inglobare e sfruttare strutture preesistenti di epoca medievale risalenti al XII secolo. Questa scelta permise la realizzazione del Palazzo in soli 3 anni, e ne è il motivo della sua particolarità architettonica. Si intravedono oggi nella struttura una casa con torre fortificata ed i resti di una serie di abitazioni con un vicolo, inglobate e convertite in un cortile ed in sale e corridoi.

Tarquinia - Palazzo Vitelleschi retro
Palazzo Vitelleschi (retro) – Tarquinia

Il Palazza Vitelleschi è considerato uno dei più importanti monumenti del Primo Rinascimento laziale e ripropone la tipologia di abitazione signorile tipica di Firenze. Lo stile complessivo rinascimentale viene arricchito da elementi gotici, portali ed aperture rinascimentali vengono affiancate da porte, bifore e trifore in stile gotico catalano. La struttura abitativa si sviluppa su tre piani, tutti affacciati su di un cortile interno. Il piano terra era dedicato ai servizi, il primo pianto per la rappresentanza ed il secondo come residenza privata del Cardinale con annessa cappella.

Tarquinia - Palazzo Vitelleschi cortile interno
Palazzo Vitelleschi (cortile interno) – Tarquinia

Il cortile interno è di forma quadrangolare con un pozzo marmoreo centrale che attinge l’acqua da una cisterna sotterranea. Su tre lati vi sono corpi di fabbrica forniti di logge e porticati, mentre un quarto lato è chiuso da un alto muro con camminamento. Oggi il palazzo ospita il Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense, inaugurato nel 1924.

Tarquinia - Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense
Tarquinia – Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense

Palazzo Comunale

La città di Corneto era completamente circondata da mura possenti. La parte più interna che si affacciava verso i nuovi quartieri di espansione urbana chiamati Nuova castrum, perse di significato difensivo e venne inclusa nell’abitato. La parte più centrale divenne il Palazzo Comunale.

Tarquinia - Palazzo Comunale
Palazzo Comunale

Quindi già nel XIII secolo, con la costruzione del nuovo quartiere, si scelse di realizzare la sede municipale all’interno delle mura, utilizzandone la struttura portante. All’interno del palazzo ritroviamo quindi evidenti tracce della struttura preesistente, come la torre a pianta quadrata risalente al X secolo. Lo stile originario prevalente è il romanico, anche se sono presenti già nuovi elementi gotici. Sul lato di Piazza Matteotti si può notare l’arco che sottostà al palazzo e la grande loggia poggiante sull’arcone a tutto sesto del 1366. Ancora oggi l’edificio ospita i vari uffici comunali.

Tarquinia - Palazzo Comunale e Piazza Matteotti
Piazza Matteotti con il comune in sfondo – Tarquinia

Sempre nella struttura, si trova al pian terreno il Monte della Pietà istituito il 7 Maggio 1579 da una Bolla del Pontefice Gregorio XIII.