Gaeta - Panorama della parte più antica

Gaeta, dagli ipata del ducato al Regno di Napoli, mille anni di storia nei suoi monumenti

Al confine tra il Lazio e la Campania vi è Gaeta, una città di antichissime origini che ha sempre giocato un ruolo storico importante come centro portuale di commerci marittimi e come base militare. Il suo centro storico, situato sulla punta più estrema del promontorio, è circondato su 3 lati dal mare e separato dalla terraferma da uno stretto istmo. Ricco di monumenti storici si può visitare risalendo una ad una tutte le viuzze che dal porto si inerpicano in alto fino a raggiungere il Castello Angioino-Aragonese posto in sommità, da cui è possibile osservare un paesaggio meraviglioso.

Gaeta - Panorama della parte più antica
Centro storico di Gaeta

Gaeta

Gaeta, dal greco kaièta, è un’antichissima città portuale, le cui origini risalgono alla notte dei tempi. Entrata a far parte del territorio di Roma nel 345 a.C. divenne un centro molto importante grazie alla costruzione della via Flacca.

Gaeta - Palazzi del centro storico

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la città, come molte altre lungo la costa, fu soggetta alle incursioni saracene. Ma Gaeta si trovava in una zona altamente difendibile, e quindi non fu soggetta a saccheggi e graduale spopolamento come gli altri borghi sul Tirreno. Anzi Gaeta si fortificò con una possente cinta muraria e divenne un castrum. Data la difficoltà dei tempi, molte persone si trasferirono dalle zone limitrofe nella città fortificata in cerca di sicurezza.

Gaeta - vicoli della parte nuova
Vicoli di Gaeta nella parte nuova

Già nel IX secolo la città uscì fuori dal dominio bizantino e divenne un ducato autonomo governato da un ipato (carica di console bizantino). I suoi commerci e la sua potenza marittima ne fecero una delle Repubbliche Marinare dal 839 al 1140. Nell’849 la flotta di Gaeta entrò a far parte della Lega Campana e giocò un ruolo fondamentale per la vittoria nella battaglia di Ostia contro la flotta saracena in procinto di attaccare il Papa ed invadere Roma.

Gaeta
il porto di Gaeta

Il ducato di Gaeta e l’autonomia della città terminò nel 1140 quando la città fu conquistata da Ruggiero II di Sicilia. Da questo momento in poi la città passò dal dominio svevo a quello angioino e poi a quello aragonese. Gaeta fu riconosciuta da tutti come un importantissimo porto strategico del Regno delle Due Sicilie posto al confine dello Stato della Chiesa. Solo nel 1970 la città di Gaeta entrò a far parte della regione Lazio.

La Porta di Terra ( Porta di Carlo V )

Lungo la strada che costeggia il mare e che porta dalla parte moderna alla città vecchia, si intravede ad un certo punto una grossa porta che attraversa le mura di Gaeta: la Porta di Terra. Questa porta fu fatta erigere insieme alla cinta muraria da Carlo V d’Asburgo continuando le opere di fortificazioni della città iniziate da re Ferdinando d’Aragona, suo nonno.

Gaeta - Porta di Terra o Porta di Carlo V
Porta di Terra ( Porta di Carlo V)

La Porta di Terra era il principale accesso alla città e quindi era di notevole importanza strategica. Fu allora realizzato un baluardo, denominato La Cittadella, che fungeva da cerniera angolare tra le mura sul mare e quelle che tagliavano l’istmo. L’ingresso della città doveva quindi passare attraverso il baluardo. Si realizzò quindi un grande androne ad angolo retto tra due porte. La porta che dà all’esterno è abbellita con un portale cinquecentesco sul quale è posta una targa di travertino e, al di sopra, lo stemma araldico del re Ferdinando il Cattolico. La targa, rimasta senza iscrizione, doveva contenere un’iscrizione dedicatoria della permanenza in città dell’imperatore Carlo V dal 25 marzo 1536.

Gaeta - Porta di Terra o Porta di Carlo V - particolare

La porta, fino al 1928, era l’unico accesso alla fortezza da chi proveniva via terra, e per questo motivo, è nota anche come Porta di Terra (denominazione usata anche per il rione circostante. Il portale principale che oggi risulta danneggiato, è il risultato di un bombardamento aereo e l’esplosione di un camion tedesco e nel periodo precedente la liberazione di Gaeta (19 maggio 1944).

Chiesa della SS.Annunziata

Subito dopo l’accesso alla Porta di Ferro, ci si ritrova a passare affianco all’Istituto dell’Annunziata. Questo complesso è formato da una serie di edifici comprendenti una chiesa, un convento, un ospedale ed un orfanotrofio. L’Istituto dell’Annunziata fu fondato l’11 maggio 1321 dai cittadini di Gaeta, e assunse lo stemma della città, con una banda bianca nel mezzo dove sono incise le iniziali A.G.P (Ave Gratia Plena).

Gaeta - Istituto della SS. Annunziata - Facciata
Chiesa della SS.Annunziata

La Chiesa della SS.Annunziata fu consacrata l’11 maggio 1354. L’edificio all’epoca si presentava come un grande tempio gotico a nave unica e abside quadra, con ardite volte ogivali ancora oggi perfettamente leggibili. Il fianco destro era lambito dal mare, quello sinistro dall’unica via di accesso alla città. Elemento trecentesco tutt’oggi apprezzabile è il portale laterale della Chiesa che insiste su via Annunziata.

Gaeta - Istituto della SS. Annunziata - cortile interno
Cortile interno dell’Istituto della SS.Annunziata

Il Pio Istituto fu sempre apprezzato sia dalla nobiltà che dalla cittadinanza comune, e fu sempre sovvenzionata da numerosi lasciti e largizioni. Nell’anno 1416 acquisì il diritto a riscuotere il “quartuccio” un dazio consistente nella quarta parte del pescato che i marinai di Gaeta dovevano rendere alla città di Gaeta. Grazie a tante ricchezze, l’Istituto potè permettersi di iniziare un’imponente opera di ristrutturazione a partire dal 1621. Il progetto fu affidato all’architetto napoletano Andrea Lazzari, a cui sarebbero successi suo figlio Jacopo e suo nipote Dioniso.

Gaeta - Istituto della SS. Annunziata - Parte alta
Campanile a vela della chiesa SS.Annunziata

La parte di maggiore pregio è la facciata della chiesa, opera di Andrea Lazzari, suddivisa in due ordini con un elegante paramento costituito da due organismi sovrapposti comprendenti nicchie e lesene. In alto completa il prospetto principale un campanile a vela (XVIII sec.) munito di orologio maiolicato di Matteo De Vivo. All’interno dell’imponente edificio si erge maestoso sull’abside il polittico cinquecentesco donato da Giuliano Colonna (1521), opera di Andrea da Salerno (1487ca – 1530). Sopra di esso la grata del coro delle orfanelle.

Chiesa di San Giovanni Evangelista a Mare

Raggiungendo il porto vecchio, proprio davanti alla banchina vi è la Chiesa di San Giovanni Evangelista a Mare. La chiesa è a croce latina, suddivisa all’interno in tre navate gotiche sostenute da otto colonne di spoglio, terminanti con absidi. La costruzione, sorta all’esterno delle fortificazioni ducali, fu concepita con murature spesse e colonne ravvicinate. L’edificio originario risale ai secoli XI-XII, all’interno conserva molteplici reperti scultorei romani e medievali, oltre a frammenti di affreschi risalenti al XIII secolo.

Gaeta - Chiesa di San Giovanni Evangelista a Mare
Chiesa di San Giovanni Evangelista a Mare

Nel XVII secolo, gli interni della chiesa furono completamente rivestiti da decorazioni e stucchi barocchi, rimossi all’inizio del Novecento. L’attuale mensa è stata realizzata utilizzando un sarcofago romano in parte riscolpito nel sec. IX. Davanti all’altare si conserva ancora un frammento di pavimento risalente al Medio Evo realizzato in opus sectile.

Gaeta - Chiesa di San Giovanni Evangelista a Mare retro

Al centro della chiesa, sorretta da quattro archi, si eleva la cupola che genera un torrino. Internamente è decorata da archetti ciechi e colonnine, mentre all’esterno mostra arcatelle pensili aggettanti con una decorazione a bande e a dischi in tufo con tarsie murarie bicrome, tipiche dell’arte bizantino-normanna (sec. XI-XII). Sempre in stile bizantino sono le volte esterne che impermeabilizzate a cocciopesto, favoriscono l’allontanamento delle acque piovane.

I resti del Palazzo Ducale dell’Ipata Docibile II

Come documentato, nell’VIII secolo, Gaeta fu un castrum, ed un ducato autonomo che si estendeva dalla piana di Fondi al fiume Garigliano, dalle isole Ponziane ai possedimenti di Montecassino. Il ducato di Gaeta era governato da un ipata, appellativo di console o duca. Escludendo i primi, la gran parte degli ipata appartenevano alla famiglia autoctona dei Docibile.

Gaeta - archi del Palazzo ducale di Docibile II
Arcate del palazzo ducale di Docibile II

Dal testamento del duce Docibile II (954) sappiamo che a Gaeta vi era il Palazzo Ducale di vaste proporzioni, costruito su almeno due piani, sviluppato attorno ad un cortile. Lo stabile era dotato di sale riscaldate da camini, stanze da letto, cucine, cantine, ambienti di servizio. A tutto questo andava aggiunta un’aula destinata ad accogliere riunioni connesse all’amministrazione degli affari di governo e al potere giurisdizionale. Un edificio ampio e di indubbio valore rappresentativo delle istituzioni e del potere ducale, oltre che del prestigio raggiunto dal gruppo familiare che dominava la scena civica.

Gaeta - Resti del palazzo ducale di Docibile II

Le pertinenze del palazzo lambivano il sottostante porto. Adiacente al palazzo, vi era il foro della città e poco distante il complesso episcopale definito dal palazzo vescovile e dalla cattedrale. L’intero edificio crollò nel corso della Seconda Guerra Mondiale, resta qualche arcata, una scala nel palazzo adiacente ed un’ampia area di sedime riadattata a scalea.

Gaeta - statua del leone in piazza commestibili
Statua del leone in Piazza Commestibili

La Torre di Giovanni e la Porta di Ferro

Proseguendo all’interno della città si giunte alla Piazza Commestibili, chiamata così perchè ivi si svolgeva l’antico mercato e riconoscibile per un’antica statua di un leone che sorge al centro. A dominare la piazza vi è un’alta struttura chiamata Torre di Giovanni, che prende il nome dall’Ipata che governò la città tra il 882 e 933, particolamente noto perchè contribuì a sconfiggere i Saraceni nella battaglia di Garigliano (915).

Gaeta - Torre di Giovanni
Torre Giovanni

E’ proprio a questo periodo (920 ca.) che risale il primo ampliamento delle mura cittadine che passavano proprio in corrispondenza di questa piazza. Il Palazzo Ducale di Giovanni, si ergeva proprio a ridosso delle mura, i cui pochi resti giunti sino ad oggi, sono riconoscibili nella Torre Giovanni. Nella parte bassa della torre, appare la parte anteriore di quel che sembra una trabeazione, forse di età romana, con realistiche scene in rilievo relative ad una battaglia marina con tanto di terribili mostri marini sconfitti dall’eroe di turno.

Gaeta - Porta di Ferro
Porta di Ferro

Sempre della cinta muraria, nella Piazza è riconoscibile la Porta di Ferro, con la sua caratteristica ogiva a sesto acuto, che costituiva l’ingresso sul lato ovest del Castrum. Il continuo ampliarsi delle mura cittadine nei vari periodi storici era un segno evidente della ricchezza cittadina, tanto che sotto gli ipata, ben presto la città di Gaeta passò da castrum a civitas.

Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano

La cattedrale di Gaeta fu realizzata nel XI secolo su una chiesa preesistente. Ma già nel 1231 fu gravemente danneggiata da un terremoto. Ricostruita in stile gotico fu poi completamente restaurata in stile neogotico (quello attuale) nel 1903 per opera di Pietro Paolo Ferrara.

Gaeta - Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano

Stranamente la facciata neogotica è posta sul lato opposto al porto, affacciandosi su un’angusta via. Realizzata totalmente in mattoni rossi e decorata in pietra chiara, la facciata è sormontata da una statua in ghisa della Madonna Immacolata.

Gaeta - Campanile della Cattedrale di Gaeta

L’entrata della chiesa precedente invece si trovava sul retro, in direzione del porto, ed infatti la parte posteriore dell’attuale chiesa è quella più antica. Il campanile si è infatti conservato nel suo aspetto originale. Risalente al XII secolo, fu realizzato da Nicola dell’Angelo, architetto famoso per aver anche lavorato alla Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma.

Gaeta - Campanile della Cattedrale di Gaeta

Il campanile è in stile romanico con evidenti influenze arabo-normanne. Suddiviso su tre livelli delineati da finestre bifore, questo campanile, è oggi, insieme a quello di Amalfi, un raro ed eccellente esempio di arte medievale tipica della costa tirrenica.

Castello angioino-aragonese

Sulla sommità dell’altura su cui si arrampica il centro storico di Gaeta, si erge il Castello Angiono-Aragonese. L’edificio è costituito da più parti realizzate in epoche differenti. La parte più antica è l’ala occidentale, di epoca angioina, costruita intorno al VII secolo e fortificata successivamente da Federico II di Svevia tra il 1222-1234. La struttura angioina è di forma irregolare ed include cinque torrioni circolari, di cui uno solo coperto da una cupola e ospitante la cappella di Ferdinando II delle due Sicilie.

Gaeta - castello angioino aragonese
Castello angioino-aragonese

La parte orientale, cioè il castello aragonese è di epoca successiva. Fu costruita nel 1536 da Carlo V d’Asburgo. Si tratta di una fortezza quadrangolare che si sviluppa intorno ad un cortile centrale e quattro torrioni ai vertici.

Gaeta - castello angioino aragonese 2

Ex Chiesa di San Giovanni Battista

Quasi nascosta nella parte alta del centro storico di Gaeta si trova la chiesa sconsacrata di San Giovanni Battista. Costruita nel X secolo vicino al castello Angioino-Aragonese fu ampliata tra il XIII ed il XIV secolo.

Gaeta - ex chiesa di San Giovanni Battista

Questo edificio ha una struttura particolare, priva di facciata, costituita da una singola navata divisa in due campate. All’interno si hanno decorazioni ed alteare in stile barocco. Degno di nota un affresco interno risalente al quattrocento attribuito a Giovanni da Gaeta.

Tempio di San Francesco

Nella zona in cui oggi si erge il Tempio di San Francesco, il Santo fondò nel 1222 una chiesa come dimora per il suo soggiorno a Gaeta.

Gaeta - Tempio di San Francesco

Nel XIV secolo, in onore di San Francesco, Carlo II d’Angiò ricostruì al suo posto una chiesa in stile gotico, mentre la struttura attuale è il frutto di una radicale ristrutturazione in cui alla struttura originale trecentesca furono aggiunte varie sovrapposizioni con decorazioni in stile neogotico.