Giardino di Ninfa – Un’oasi di verde, acqua e natura

A pochi chilometri da Latina, approssimandosi alle pendici dei Monti Lepini esiste un’oasi naturale sorta su quelle che erano le rovine di un antico borgo medievale. Oggi questo luogo viene chiamato Giardino di Ninfa, un luogo magico, dove ci si può immergere nella natura incontaminata avvolti dal verde degli alberi, dal blu delle acque e dai coloratissimi fiori.

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Il borgo antico di Ninfa

Le rovine che vediamo oggi, sono quello che rimane del paese di Ninfa, chiamato così per la presenza in età romana di un tempio dedicato proprio alle Ninfe. Il borgo comunque ebbe comunque un certo rilievo solo dopo l’VIII secolo, grazie al fatto che l’unica via di comunicazione tra nord e sud era diventata la via pedemontana che dai Colli Albani fiancheggiava i monti Lepini. Questo perchè con la caduta dell’impero Romano, la parte pianeggiante venne abbandonata e divenne una palude. La via Appia e la via Severiana furono completamente abbandonate e quindi si sviluppò una nuova via commerciale che passava proprio per Ninfa.

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Ninfa quindi si sviluppò enormemente, diventando un motivo di contesa fra le molte famiglie nobili romane che nel corso degli anni si susseguirono nella proprietà. Fra tutte queste quella di maggior rilievo e che ha segnato in modo positivo lo sviluppo del borgo è la famiglia Caetani che governò Ninfa per circa due secoli (XIV-XVI sec.).

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Fu infatti sotto il governo della famiglia Caetani che molte opere furono edificate all’interno del borgo. Infatti furono ampliate le mura di protezione, restaurato e potenziato il castello che sorgeva nei pressi di un lago e moltissime erano le chiese ed i granai che sorgevano all’interno delle mura. Ma con la caduta della famiglia Caetani per problemi economici, il centro di Ninfa sembrò seguire le stesse sorti. I giardini e le abitazioni furono via via abbandonate, il castello dapprima diventò una prigione e poi fu anch’esso abbandonato nel XVII secolo per cadere poi in rovina.

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Oggi di Ninfa rimangono i moltissimi ruderi sparsi per tutto il giardino di Ninfa. Gli alberi e la vegetazione, grazie alla ricchezza di acqua ed al particolare clima caldo-temperato del luogo, ha invaso gli antichi edifici del borgo, creando un ambiente davvero suggestivo. Dove prima si poteva immaginare il frastuono degli antichi abitanti del borgo, oggi si possono udire i moltissimi uccelli che qui trovano riparo.

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La nascita del Giardino di Ninfa

Ma il destino di Ninfa sembra essere da sempre legato alla famiglia Caetani.  Infatti fu un altro esponente della famiglia Caetani, Gelasio Caetani, che ben 4 secoli più tardi, e più precisamente nel 1921, comprese l’importanza del posto e cominciò la bonifica del luogo. Dapprima iniziò con il restauro della torre e del municipio che ancora si erano ben conservati sotto la vegetazione, per farne una residenza estiva.

papavero rosso - giardino di Ninfa

Gelasio Caetani, intuì immediatamente la predisposizione del luogo e sfruttando la particolare predisposizione del luogo allo sviluppo vegetale, cominciò a trasformare il terreno circostante in un giardino botanico. Dai suoi numerosi viaggi all’estero riportò moltissime specie botaniche che in questo luogo trovarono un luogo adatto per svilupparsi.

 

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Negli anni successivi, altri membri della famiglia Caetani continuarono nell’ampliare il progetto del giardino. Negli anni 30 la famiglia Caetani ospitarono nella loro residenza molti personaggi di spicco dell’epoca, tra cui Gabriele D’Annunzio, Benito Mussolini e Boris Leonidovic Pasternak (autore del Dottor Zivago), che passeggiando in questa oasi incantata non potevano che apprezzare la sua bellezza.

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L’ultima esponente della famiglia Caetani, Leila Caetani, rimasta senza eredi, morì nel 1977. Prima di morire però ebbe cura di creare una fondazione, chiamata Roffredo Caetani di Sermoneta, a cuì intestò il castello e il giardino di Ninfa, con lo scopo di proseguire le cure e la gestione di questo fantastico luogo.

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Nel 2000 il giardino di Ninfa è stato dichiarato monumento naturalistico, ed è aperto al pubblico solo in determinati periodi dell’anno.

 

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Autore dell'articolo: Fabio Nelli