Il Castello Visconteo di Pavia

Il Castello Visconteo di Pavia

Ai margini del centro storico di Pavia, sorge il Castello Visconteo, un capolavoro architettonico testimonianza del potere e del prestigio delle antiche Signorie italiane. Questo castello, più residenza prestigiosa che una vera e propria fortezza, è una splendida eredità che va ad arricchire il già vasto patrimonio architettonico della città di Pavia.

Il Castello Visconteo di Pavia

Il Castello Visconteo fu realizzato nel 1360 per volere di Gaelazzo II Visconti, signore di un vasto territorio che copriva molte città nella zona oggi delimitata dal confine tra Lombardia e Piemonte. La sua costruzione fu però intesa più come una sede di prestigio che una vera e propria fortezza. Non si hanno infatti elementi architettonici tipici delle fortezza, bensì quelle di una splendida residenza. Basti pensare alle numerose bifore esterne che non facilitano certo gli scopi difensivi.

Il Castello Visconteo di Pavia - torre
Una delle torri quadrate

Galeazzo II conquistò Pavia nel 1359 e solo un anno dopo decise di costruire qui questa grande residenza. Infatti sino ad allora suddivideva il potere con i fratelli nella città di Milano, e dopo la conquista di Pavia, desiderava creare qui una sua propria corte. Questa nuova residenza avrebbe comportato un aumento di prestigio, dato che Pavia all’epoca era considerata una città importante quasi come Milano, dato che era l’antica capitale del Regno Longobardo e poi del Regno Italico.

Il Castello Visconteo di Pavia - facciata
Accesso principale al castello Visconteo

Fu scelto quindi un luogo adatto dove costruire il castello: una locazione che rimanesse vicina al centro storico, ma allo stesso tempo permettesse di poter realizzare un grandissimo parco adibito alla caccia, una delle più grandi passioni del sovrano. Dopo aver fatto demolire gli edifici e le chiese che vi si trovavano, Galeazzo II cominciò immediatamente i lavori di costruzione. Il suo progetto di costruzione si deve in gran parte a Bernardo da Venezia, all’epoca già famoso architetto di Pavia per aver realizzato la Chiesa del Carmine.

Il Castello Visconteo di Pavia - lato
Il Castello Visconteo

I lavori per la realizzazione del Castello Visconteo proseguirono rapidamente, grazie in parte ad un gran numero di maestranze portate qui da molte città sotto il dominio della famiglia Visconti. In 5 anni si terminarono i lavori, e si procedette alla realizzazione degli interni.
Le sale interne furono quindi arricchite da numerosi affreschi e sontuosi mobili, tra cui una vastissima biblioteca che successivamente divenne la biblioteca personale dei Duchi di Milano. Purtroppo di questa vastissima collezione di libri non è rimasto più nulla, dopo che furono trasportati in Francia nel Cinquecento da re Luigi XII per arricchire la Biblioteca Nazionale di Francia.

Il Castello Visconteo di Pavia - entrata
Uno degli accessi torrificati su cui si abbassava il ponte levatoio

Il castello si estende su una base quadrata di 142 metri per lato delimitati agli angoli da 4 torri anch’esse quadrate. Di questi quattro lati, però quello settentrionale oggi non è più presente. Fu distrutto dalle artiglierie francesi nel 1527. Ai margini del castello vi era tutto intorno un fossato profondo allagato, di cui oggi si conservano solo alcune parti. Per accedere all’interno del castello vi erano particolari accessi torrificati dotati di ponte levatoio.
Le facciate sono realizzate con mattoncini rossi a vista, arricchiti da numerose bifore. All’interno invece vi è un grande cortile su cui si affaccia un piano terra realizzato a portico e al primo piano un loggiato delimitato da grandi quadrifore.