Spoleto

Visitando Spoleto, da colonia romana a ducato

Partendo da Roma lungo la via Flaminia, si raggiunge Spoleto. Dapprima colonia romana, poi capitale dell’importante Ducato, ha superato i secoli accumulando ricchezze storiche e monumenti. Questa città è ricchissima di monumenti ed è certamente uno dei centri storici più belli dell’Umbria e merita certamente una visita appassionata.

Spoleto
Spoleto

La via Flaminia e la Porta di Monterone

Venendo da Roma in direzione Spoleto si percorre la via Flaminia, che anticamente entrava nell’antica città di Spoletium attraverso l’arco detto di Monterone, dal nome del borgo che si sviluppò al di fuori di essa in età medievale.

Spoleto - Porta di Monterone
Porta di Monterone – Spoleto

L’Arco di Monterone corrisponde ad una porta dell’antica cinta difensiva romana e risale probabilmente ai primi decenni di vita della colonia latina, fondata nel 241 a.C. Della porta originale restano i possenti stipiti realizzati con gradi blocchi di calcare messi in opera a secco. La rifasciatura esterna è probabilmente di epoca successiva, come lo è la cinta muraria che si erge ai lati della strada.

Spoleto - Cappelletta della Madonna del Pozzo
Spoleto – Cappelletta della Madonna del Pozzo

Entrando all’interno della città attraversa la porta, si sale lungo la via Monterone (antica via Flamina). Subito sulla sinistra, si trova la piccola Cappelletta della Madonna del Pozzo, incassata in un palazzo. All’interno vi è un altare ed un pozzo, ora chiuso, da cui scaturiva acqua solforosa, considerata miracolosa per la guarigione dei malati di rogna o scabbia, motivo per il quale vi fu eretta la cappella.

Spoleto - Cappelletta della Madonna del Pozzo - affresco di 1493 Bernardino Campilio
Spoleto – Cappelletta della Madonna del Pozzo – affresco di 1493 Bernardino Campilio

Risalendo per via Monterone si raggiunge il nucleo più antico della città, dove si trovano attualmente il complesso di Sant’Ansano, l’arco di Druso e l’antico Foro Romano, oggi la Piazza del Mercato.

Il complesso di Sant’Ansano

Il complesso architettonico, come si evince dall’aspetto attuale, è costituito dalla sovrapposizione di edifici di epoca romana, medievale e moderna.
La struttura più in basso, oggi quasi a funzione di fondamenta è un antico tempio romano del I secolo d.C, formato da una cella ed un pronao di cui restano visibili, lungo la via di Arco di Druso, lo stilobate e la sommità di una colonna.

Spoleto - Complesso di Sant'Ansano
Complesso di Sant’Ansano (Spoleto)

Poi in epoca successiva, tra l’età paleocristiana e l’alto Medioevo, sorse probabilmente la prima chiesa, dedicata a Sant’Isacco, monaco originario della Siria, giunto a Spoleto nella prima metà del VI secolo e dedito a vita eremitica sul Monteluco.

Spoleto - Chiesa di Sant'Ansano - resti tempio romano
Spoleto – Chiesa di Sant’Ansano – resti tempio romano

Nei secoli seguenti, la differente morfologia del terreno, derivante dall’accumulo di terra formatosi nel lato sud, suggerì di invertire l’orientamento della chiesa, che venne ricostruita superiormente all’edificio esistente, poi riutilizzato come cripta, in seguito al prolungamento e alla creazione della nuova facciata. La nuova chiesa superiore, ancora totalmente ricostruita alla fine del XVIII secolo ad opera di Antonio Dotti, presenta il prospetto ad ordine unico terminante con un timpano.

Spoleto - Cripta della Chiesa di Sant'Ansano
Spoleto – Cripta della Chiesa di Sant’Ansano

Nella cripta restano visibili significativi elementi della costruzione romana, come le tracce di pavimentazione, le colonne ed i capitelli di reimpiego. Annesso alla chiesa vi è il convento con chiostro cinquecentesco a due ordini, fatto erigere dai canonici lateranensi ai quali il complesso fu affidato.

L’Arco di Druso

L’arco onorario fu eretto per decreto del senato spoletino dopo la morte di Druso Minore, nel 23 d.C., in onore suo e del cugino Germanico, morto nell’anno 19 d.C., eredi designati dell’imperatore Tiberio, prematuramente scomparsi. Venne costruito a lato del tempio sotto la chiesa di Sant’Ansano, sul cardo massimo della città romana, corrispondente al tratto urbano della via Flaminia, e costituiva l’ingresso monumentale di questa al Foro, la piazza principale della città, oggi Piazza del Mercato.

Spoleto - Arco di Druso
Arco di Druso – Spoleto

L’arco è ad un solo fornice e venne costruito in grandi blocchi di calcare locale accuratamente connessi, quelli dell’archivolto sono scolpiti in facciata a formare una cornice di tre fasce lisce in reciproco aggetto, sormontate da listello. Sul blocco in chiave era scolpito un emblema ormai illeggibile.

Spoleto - Arco di Druso 2
Arco di Druso (Spoleto)

Gli angoli interni ed esterni dell’arco erano sottolineati da coppie di lesene sormontate da capitelli corinzi, scolpite nei blocchi stessi. I capitelli esterni, oggi non conservati, sorreggevano una trabeazione di tipo dorico, con triglifi e metope decorate da bucrani e patere, di cui resta un frammento sul lato sud. Sulla facciata nord, verso il Foro, era scolpita la dedica dell’arco, ancora oggi parzialmente leggibile:

[GERM]ANICO CAESARI TI AUGUST[I F DRUS]O CA[ESARI TI AUGUSTI F]
[DIVI]AUGUSTI N DI[VI I]ULI PRO N DIVI AUGUST[I N DIVI IULI PRO N]
[COS II] IMP II AUG FLAMINI AUG COS II TRIB POT II PO[NT]
EX S C

Piazza del Mercato

Attraversato l’Arco di Druso si giunge alla Piazza del Mercato, da sempre cuore della città di Spoleto, Foro in epoca romana, e poi piazza del mercato in epoca medievale e rinascimentale, fino ad arrivare ai giorni nostri dove si può ammirare la bellissima Fonte di Piazza o Fontana di piazza del Mercato.

Spoleto - Piazza del Mercato
Spoleto – Piazza del Mercato

Questa fontana è solo l’ultima di una serie di fontane che da sempre hanno dominato la piazza. Ne esisteva una prima del XIII secolo. Poi un’altra venne edificata nel 1433 di fronte a quella attuale, in occasione della visita dell’imperatore Sigismondo di Boemia. Anche questa fu demolita nel 1746 per lasciar posto a quella attuale, realizzata negli anni compresi tra il 1746 ed il 1748 su progetto di Costantino Fiaschetti, architetto romano.

Spoleto - Fontana di Piazza del Mercato
Fontana di Piazza del Mercato (Spoleto)

La scelta di utilizzare il travertino come materiale edile, fu proprio di gusto romano, e molti scalpellini furono portati direttamente da Roma per realizzare le sculture attuali presenti sui lati e sulla mensola dell’arco centrale. Il fronte centrale, in stile seicentesco e barberiniano fu invece riutilizzato dalla vecchia fontana.

Palazzo Comunale

Attraversata tutta la Piazza del Mercato, si svolta a destra e si sale ulteriormente nel quartiere più alto in direzione della Rocca Albornoziana. Lungo la via si trova sia il Palazzo Comunale. Della struttura antica non resta oggi che l’antica torre, risalente al XIII secolo oggi inglobata in una serie di edifici, lungo la facciata sud di quello che viene oggi considerato il nuovo Palazzo Comunale.

Spoleto - Palazzo comunale
Facciata sud del Palazzo Comunale

Un peccato, dato che le testimonianze storiche riportano l’esistenza di monumenti di interesse, oggi non più presenti, come un chiostro dove il podestà ed il capitano del popolo esercitavano le loro funzioni. Inoltre sono state trovate ampie tracci di decorazioni pittoriche del XV e XVI secolo, risalenti al periodo in cui il pontefice Niccolò V risiedette a Spoleto.

Spoleto - Palazzo Brancaleoni
Palazzo Brancaleoni – Spoleto

La principale causa di queste perdite è la serie di terremoti nel corso del Settecento ed i numerosi danni da essi causati alla struttura. Lavori di intervento e di rinnovamento del XVIII secolo, portarono alla distruzione della struttura originale e all’acquisizione ed accorpamento di una serie di edifici confinanti, come il Palazzo Brancaleoni.

Palazzo Vescovile

Poco lontano dal Palazzo Comunale si erbe il complesso del Palazzo Arcivescovile. In questo luogo, tra il II ed I sec a.C, fu realizzata una spianata terrazzando con poderose sostruzioni il forte pendio della collina su cui si erge Spoleto. Tale nuovo spazio fu utilizzato in età sillana per realizzare un grosso edificio, utilizzato poi nel V come sede del Palazzo di Teodorico.

Spoleto - Palazzo Vescovile - loggiato
Loggiato del Palazzo Vescovile – Spoleto

In epoca alto-medievale, i Duchi Longobardi vi stabilirono il Palazzo Ducale e, quando ai Longobardi si sostituirono i Franchi, la nobildonna Gunderada trasformò l’edificio in monastero femminile sotto la regola benedettina, dando probabilmente inizio al rinnovamento della cappella annessa al palazzo, che intitolò alla martire orientale Eufemia. Fu eretta così la Basilica di Santa Eufemia.

Spoleto - Facciata della Basilica di Santa Eufemia nel cortile del Palazzo Vescovile
Facciata della Basilica di Santa Eufemia – Spoleto

La più antica attestazione documentaria del complesso come residenza del Vescovo di Spoleto risale al 1231 (si può vedere l’aspetto del Palazzo Vescovile nel XIV secolo nell’affresco realizzato in uno dei locali dell’antica cancelleria).

Spoleto - Palazzo Vescovile nel XIV secolo
Spoleto – Palazzo Vescovile nel XIV secolo – Spoleto

I grandi interventi edilizi sul Palazzo iniziarono nel tardo Quattrocento per volontà dei Vescovi della famiglia Eroli (1448-1540), che intervennero nell’ala sud, e si protrassero fino al 1655, quando Mons. Castrucci ristrutturò il cortile interno realizzando l’elegante loggiato.

Spoleto - Basilica di Santa Eufemia - absidi nel retro
Basilica di Santa Eufemia – absidi – Spoleto

All’inizio del XX secolo, individuando la pregevolezze dalla Basilica di Sant’Eufemia nonostante l’alterazione barocca dell’aspetto romanico originale, il Cavalier Giuseppe Sordini propose l’isolamento totale della chiesa dal Palazzo Vescovile, e l’abbattimento dell’ala del complesso retrostante la basilica per mettere in luce le absidi da Via dell’Arringo.

Via dell’Arringo e Casa Menotti

Superato anche il Palazzo Vescovile e continuando la strada verso la Rocca Albornoziana, sulla sinistra vi è una via che discende, Via dell’Arringo, alla cui fine si può scrutare la facciata dello splendido Duomo di Spoleto. La Via dell’Arringo è il risultato più evidente di una vasta modifica effettuata in epoca tardo-medievale sul tessuto urbanistico romano ed altomedievale. La strada ha una forte valenza simbolica poiché è chiusa, nei lati corti, dal simbolo del potere civile, ovvero il Palazzo del Comune, e dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Spoleto), sulla quale offre una meravigliosa visuale.

Spoleto - via dell'Arringo e Palazzo Menotti
Via dell’Arringo e Casa Menotti

I motivi che portarono alla sua realizzazione sono da ricercare negli imponenti lavori che, alla fine del XII secolo, determinarono l’edificazione della nuova Cattedrale, la trasformazione degli edifici e delle aree ad essa adiacenti e al trasferimento del Palazzo Vescovile entro l’insula di Sant’Eufemia. La via è così chiamata perché conduceva all’ “Arringo” (o “Arenga”), ovvero all’assemblea del popolo che da tempi antichi si teneva in Piazza del Duomo.

Spoleto - Fontana ricavata da sepolcro romano
Spoleto – Fontana ricavata da sepolcro romano

Lungo la via vi è la Casa Menotti, un palazzo cinquecentesco chiamato così perché fu residenza di Giancarlo Menotti, compositore, sceneggiatore e ideatore del Festival dei Due Mondi, una manifestazione internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo che si svolge annualmente nella città di Spoleto

Duomo di Spoleto

Al termine della via dell’Arrigo, vi è la cattedrale di Santa Maria Assunta. Questa chiesa in stile romanico, fu costruita  tra il 1151 ed 1227 al posto di una chiesa precedente, la chiesa di Santa Maria del Vescovato. La meravigliosa facciata che oggi ammiriamo è il risultato di diverse aggiunte apposte nel corso dei secoli.

Spoleto - Duomo
Duomo di Spoleto

La struttura base della facciata fu realizzata durante la costruzione della chiesa, in particolare nel 1207 fu realizzato il mosaico centrale su cui si legge la firma Solsterno famoso mosaicista del XIII secolo. Nel 1491 venne aggiunto il sottostante portico da parte di Antonio Barocci, aggiungendo una struttura in stile rinascimentale su di una facciata in stile romanico.

Spoleto - Duomo particolare della facciata
Duomo di Spoleto – particolari della facciata

La parte interna della chiesa è stata invece completamente sconvolta durante agli inizi del Seicento per ordine di Maffeo Barberini, dapprima arcivescovo di Spoleto poi papa Urbano VIII. L’intera navata centrale e le due laterali furono demolite e ricostruite completamente, perdendo completamente tutti gli elementi architettonici romanici originali.

Rocca Albornoziana

Ritornando sulla via dell’Arringo, si risale poi sul punto più alto di Spoleto, il colle Sant’Elia dove sorge la Rocca Albornoziana. Questa fortezza fu fatta costruire da papa Innocenzo VI per rafforzare i possedimenti papali dello Stato della Chiesa, di cui Spoleto giocava un ruolo fondamentale.

Spoleto - Rocca Albornoziana
Spoleto – Rocca Albornoziana

I lavori per la sua realizzazione durarono pochi anni, 1363-1367, su progetti dell’architetto eugubino Matteo Gattaponi. Lo scopo della fortezza non era solo difensivo, ma anche di residenza per ospiti illustri della città, molto spesso i papi provenienti da Roma. La struttura della fortezza è rettangolare, ai cui angoli vi sono 4 torri, più altre due che dividono il cortile centrale in due parti tramite un fornice affrescato che le congiunge.

Spoleto - Rocca Albornoziana cortile interno
Spoleto – Rocca Albornoziana cortile interno

Con il passare degli anni però, furono preferiti come residenza i palazzi nobiliari nel centro storico, e la rocca non più utilizzata, fu convertita in carcere dal 1817 fino al 1982. Oggi è invece la sede del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto.

Ponte delle Torri

Sul percorso che gira intorno alla Rocca, ci si ritrova improvvisamente ad affacciarsi su una stretta gola scavata dal torrente Tessino, attraversata ad un certo punto da un lungo ponte con la funzione di acquedotto. La struttura attuale, chiamata Ponte delle Torri, per via delle due fortezze alle estremità, è stata realizzata alla fine del Trecento. E’ molto probabile che il ponte-acquedotto fu realizzato in sostituzione di una struttura precedente di epoca romana.

Spoleto - Ponte delle Torri
Ponte delle Torri – Spoleto

Il Ponte delle Torri è una struttura imponente che si erge sulla valle per ben 80 m di altezza ed è costituito da nove possenti arcate fino ad estendersi per ben 230 metri di lunghezza. Su di esso vi è un passaggio stradale coperto da un lato da un muraglione di 12 metri di altezza in cui passa un canale in cui scorreva l’acqua e fungere così da acquedotto.

Spoleto - Ponte delle Torri - passaggio pedoni
Ponte delle Torri – Spoleto

Fontana del Mascherone

Sempre nei dintorni della Rocca vi è la Fontana del Mascherone, la cui acqua è proprio quella che veniva portata dall’acquedotto ponte delle Torri. La fontana attuale fu realizzata nel 1608 sostituendo una preesistente di origine medievale.

Spoleto - Fontana del Mascherone
Fontana del Mascherone – Spoleto

Il suo nome è dovuto alla particolare scultura a forma di volto umano con tratti animaleschi, e le tempie circondate da una corona di alloro. Probabilmente una divinità pagana come fu rappresentata dal pittore Emanuele Crise che ne disegnò i tratti durante le realizzazione.

Basilica di San Gregorio Maggiore

Dove oggi sorgono la piazza e la basilica di San Gregorio Maggiore, a partire dalla seconda metà del IV secolo era ubicata una necropoli cristiana. Secondo la tradizione, nell’area cimiteriale aveva trovato sepoltura il martire spoletino Gregorio e probabilmente già nel VI secolo si trovava posto un edificio di culto a lui dedicato.

Spoleto - Basilica di San Gregorio Maggiore
Basilica di San Gregorio Maggiore

Il rinvenimento di materiali decorati databili all’VIII-IX secolo inglobati nella struttura, è la testimonianza dei ripetuti interventi sul primitivo edifico che fu rifondato nel 1079 e consacrato nel 1146. La nuova costruzione venne ad inserirsi nel quadro della grande ripresa dell’attività edificatoria che connotò la città tra XI e XIII secolo ed è espressione peculiare della fase più antica del romanico nell’Umbria centro meridionale.

Spoleto - Basilica di San Gregorio Maggiore - interno
Basilica di San Gregorio Maggiore – Interno – Spoleto

La facciata, che originariamente presentava la parte centrale rialzata, fu ripetutamente modificata nel corso dei secoli. Nel Trecento fu affiancata dalla Cappella degli Innocenti e la parte superiore assunse l’attuale aspetto “a capanna”. Nel Cinquecento venne edificato il portico a tre arcate che ne protegge l’ingresso, forse in sostituzione di uno più antico.

Spoleto - Basilica di San Gregorio Maggiore - facciata
Basilica di San Gregorio Maggiore – facciata (Spoleto)

Dopo le trasformazioni radicali attuate nel corso del XVIII secolo, i lavori di restauro effettuati a più riprese tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio di questo secolo hanno recuperato in parte l’aspetto romanico e gotico dell’interno e rimesso in luce ampi brani dei cicli pittorici realizzati tra XII e XV secolo.