Vulci – Il parco archeologico tra natura ed i resti della città etrusca

La Tuscia e la Maremma sono state nella storia il territorio in cui la civiltà etrusca ha avuto origine e si è sviluppata. Alcune delle città etrusche più importanti sono ancora esistenti e hanno seguito il flusso della storia divenendo Arezzo, Chiusi, Orvieto, ecc… Per altre il destino non è stato lo stesso, come Veio e Vulci, che per varie vicissitudini storiche, sono state abbandonate o distrutte, lasciandoci oggi solo delle rovine. Rovine che sono rimaste immutate, lasciandoci una fotografia di tempi passati e che oggi si possono ammirare come parchi archeologici.

vulci - tempio grande

La storia di Vulci

L’antica città di Vulci, Velcha in etrusco, era ubicata su di un pianoro sul fiume Fiora, detto Pian di Voce, in un territorio poco abitato che sio trova a metà tra i due comuni attuali di Montalto di Castro e Canino, in provincia di Viterbo.

Vulci ha antichissime origini che si perdono nella notte dei tempi delle prime civiltà italiche. Infatti prima di essere etrusca, fu un insediamento Villanoviano (tra il IX e VIII sec. a.C.), ma ha origini ancora precedenti dato che sono stati trovanti anche reperti risalenti al Neolitico.

parco archeologico di vulci - mosaici

Durante il periodo etrusco, Vulci rappresentò una delle più potenti ed importanti città etrusche, che dominava sia via terra che via mare. Infatti moltissimi sono i reperti archeologici, come vasi e gioielli, provenienti da altre civiltà del mediterraneo, come greci e cartaginesi, che indicavano grandi scambi commerciali con queste civiltà.

vulci - decumano strada romana
vulci – decumano strada romana

Con la crescita e lo sviluppo della vicina Roma, le varie città etrusche decaddero una dopo l’altra, facendo disgregare gradualmente quella che per secoli era stata una civiltà progredita e potente. Vulci insieme a Bolsena, rappresentarono le ultime due roccaforti della civiltà etrusca, che mai si sarebbero piegate ai Romani.

vulci - bastione difensivo davanti alla porta della città
bastione difensivo davanti alla porta della città

Comunque Vulci, nonostante la sua potenza, rimasta ormai sola, fu sconfitta nel 280 a.C dall’esercito romano, guidato dal console Tiberio Coruncanio. La città fu pesantemente distrutta e la popolazione uccisa o ridotta in schiavitù, segnando così la fine della civiltà etrusca.

vulci - resti del mitreo
resti del mitreo

Durante il periodo romano comunque, la città fu ricostruita e ritornò a svilupparsi come centro importante della Tuscia. Comunque dopo la caduta dell’Impero Romano, la città cadde nuovamente e fu abbandonata dalla popolazione locale, lasciando le rovine che ancora oggi si possono ammirare attraverso gli scavi.

Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci

Eredità di tempi passati, oggi quello che resta della città etrusca di Vulci è visitabile presso il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci. Dopo aver acquistato il biglietto di ingresso, si potrà accedere ad una vasta area verde in cui passeggiando nella bellissima campagna della Tuscia, tra vacche Maremmane dalle lunghe corna e cavalli allo stato brado, e le numerose rovine di quella che fu una delle città più importanti della Dodecapoli Etrusca.

mucca maremmana
mucca maremmana

Inoltre sempre all’interno del complesso vi sono alcune tombe etrusche visitabili, ed un bellissimo canyon scolpito dal fiume Fiora. Passeggiando lungo questo fiume si ha poi la possibilità di vedere sia un ponte romano distrutto e alla fine arrivare al lago del Pellicone.

vulci - lago del pellicone
vulci – lago del pellicone

Il Lago del Pellicone è un largo specchio d’acqua, formato dal fiume Fiora subito dopo una piccola cascata, completamente immerso nel verde e circondato dalle rupi del canyon scavato dal fiume. Questo lago è molto famoso, non solo per la sua spettacolarità, ma anche perché è stato luogo di scena di moltissimi film tra cui “Tre uomini e una gamba” con Aldo, Giovanni e Giacomo e “Non ci resta che piangere” con Benigni e Troisi. Molti di voi si ricorderanno la scena, quando i due viaggiatori nel tempo incontrano Leonardo da Vinci, che intento a provare qualche nuova invenzione, si era accampato proprio sulle sponde di questo bellissimo lago.

parco archeologico di vulci - passeggiando tra natura e storia
parco archeologico di vulci – passeggiando tra natura e storia

Quindi i visitatori possono scegliere sia di fare una visita naturalistica che una visita archeologica in tutta tranquillità. Esistono inoltre diversi percorsi segnalati all’interno del parco (con tanto di mappa consegnata insieme al biglietto), ognuno dei quali di diversa lunghezza e con diversi scopi. C’è il percorso natura (1.5 Km), c’è il percorso breve (2.3Km) ed il percorso completo (3.5Km), oppure per chi non ama faticare troppo, visitare direttamente gli scavi archeologici saltando tutte le altre tappe.

vulci - cavalli
Cavalli allo stato brado nel parco

All’interno del parco vi sono anche due punti di ristoro, in cui si possono gustare dei piatti appetitosi tipici della tradizione locale. Le porzioni sono buone, ottima la preparazione ed i prezzi moderati.

Nei dintorni di Vulci

A pochi minuti di macchina dall’entrata del Parco, sempre lungo le sponde del fiume Fiora, vi è il suggestivo Ponte della Badia (o ponte del Diavolo) ed il  il Museo Nazionale Archeologico del Castello della Badia (il museo è statale ed è chiuso il lunedì). Questo Museo è stato realizzato nel 1975, all’interno degli edifici del Castello della Badia, una fortezza medievale posta direttamente a ridosso del fiume Fiora, e a guardia del ponte della Badia, importantissima via di comunicazione.

Vedi l’Articolo sul   Ponte del Diavolo ed il Castello della Badia di Vulci

il ponte del diavolo costituito da parti di diverse epoche
il ponte del diavolo costituito da parti di diverse epoche

All’interno del Museo vi sono moltissimi reperti etruschi estratti dagli scavi archeologici nella vicinissima città di Vulci. Per gli appassionati del mondo etrusco è assolutamente da visitare.

l'accesso al ponte entra nelle mura del castello
Castello della Badia

Sempre nei dintorni degli scavi di Vulci, dalla sponda opposta del fiume Fiora, si trova la Necropoli Orientale, con la Tomba François, la Tomba delle Iscrizioni ed il Tumulo della Cuccumella. Per la visita delle tombe è necessaria la guida: la prenotazione  si effettua telefonando entro le 48h dalla data richiesta allo 0766.870179 – 0766.89298.

 

Autore dell'articolo: Fabio Nelli