Il medioevo in Sardegna – La Cattedrale di San Pietro di Sorres

Nell’entroterra sardo si erge una bellissima (ex) cattedrale, ultima testimonianza di un antico centro medievale, ormai abbandonato, che si chiamava Sorres. La chiesa di San Pietro di Sorres rimane uno dei monumenti più affascinanti dell’epoca medievale sarda, che con la sua architettura ed il suo stile bicromatico è una chiara testimonianza dell’influenza pisana dell’epoca.

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna
ex Cattedrale di San Pietro di Sorres

La ex Catttedrale di San Pietro di Sorres

San Pietro di Sorres è una ex cattedrale, e fu sede dell’antica diocesi di Sorres, un antico centro abitato di epoca medievale, oggi non più presente dato che fu già abbandonato dalla popolazione nel lontano Trecento. Quindi questa chiesa è come se fosse una fotografia nel passato di ben 8 secoli fa. Una traccia importante di un’epoca in cui la Sardegna era soggetta al dominio della repubblica marinara di Pisa, che anche se poco amata dalla popolazione sarda, ha comunque lasciato in eredità questa opera d’arte che oggi è una ricchezza per la regione.

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna 07

La chiesa fu infatti edificata intorno al 1200 con uno stile romanico-pisano con influenze sia gotiche che arabe che si possono ammirare in alcuni elementi decorativi. Di romanico possiamo notare gli elementi strutturali di base, come la pianta cruciforme della basilica, divisa in tre navate, le volte a crociera, e la suddivisione su due livelli della base della chiesa: la platea dove stavano seduti i fedeli e più in alto il presbiterio dove vi era il vescovo, seduto sul seggio vescovile, chiamata appunto “cattedra” (da qui cattedrale).

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna
Il pavimento della chiesa è distribuito su due livelli, e l’effetto bicromatico è anche all’interno

Degli elementi pisani, il più evidente di tutti è l’alternanza dei blocchi bianchi e neri con cui è stato realizzato l’intero edificio. I blocchi neri sono costituiti da trachite scura, mentre quelli bianchi da calcare tufaceo. Quest’alternanza di colori è molto tipica nelle chiese in Toscana, ma qui in Sardegna è davvero una rarità architettonica. Questo effetto snellisce notevolmente l’imponenza delle pareti, dando un senso di dinamicità ed eleganza a tutta la struttura. Altri elementi architettonici in stile pisano sono per esempio la facciata, che è divisa nei tre ordini con un frontone superiore.

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna
Frontone superiore in stile pisano

Altro elemento caratteristico dello stile pisano sono le decorazioni della facciata. Gli archi sono caratterizzati da ghiere diversamente arricchite con decorazioni a forma di foglie d’acanto, o a dentelli, o ad ovuli o a frecce e palmette. L’alternanza delle decorazioni in orizzontale si abbina al bicromatismo in verticale, rendendo la facciata ricca ma allo stesso tempo armoniosa.

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna
Decorazioni sugli archetti della facciata

La storia della ex cattedrale di San Pietro di Sorres

La chiesa di San Pietro di Sorres sorge su una piccola altura che da recenti ritrovamenti archeologici risultava essere abitato già dal neolitico. Altri scavi sembrano indicare presenze recenti di epoca sia punica che romana. Dalle poche documentazioni pervenute sino ad oggi, si ha testimonianza dell’esistenza di un centro abitato, di nome Sorres, che si estendeva su tutta l’altura e che circondava la zona in cui si trova attualmente l’ex cattedrale. Intorno alla metà del XII secolo, Sorres fu elevato a sede vescovile, ed il vescovo Goffredo di Meleduno cominciò ad edificare una nuova chiesa nel centro del paese che potesse rappresentare il rango di cattedrale. La chiesa fu dedicata a San Pietro ed i lavori si protrassero per quasi un secolo fino a terminare nel XIII secolo.

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna
Cattedrale di San Pietro di Sorres

Nel XIV secolo comunque, i pisani lasciarono la Sardegna a seguito dell’invasione aragonese. Sorres centro importante della Sardegna, e molto probabilmente di “forte presenza” pisana, fu raso al suolo, con la fuga conseguente di tutta la popolazione che andò a rifugiarsi nei centri limitrofi. Per evidenti ragioni religiose, gli aragonesi risparmiarono alla distruzione solo la cattedrale e la canonica connessa.

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna

Nel 1503 la diocesi di Sorres, ormai esistente solo di nome, fu incorporata alla sede vescovile di Sassari. L’abbandono della chiesa durò per ben 5 secoli e solo nel 1947, grazie al monaco Agostino Lanzani, l’edificio fu scelto come residenza per un nuovo monastero benedettino. Nel 1950 iniziarono così i lavori di restauro e dal 1974 il monastero fu elevato a rango di Abbazia.

Cattedrale di San Pietro di Sorres - Sardegna
Canonica che affianca la cattedrale ed ospita il monastero benedettino

 

 

Autore dell'articolo: Fabio Nelli