Roma - La bocca della verità

La Bocca della Verità e la Basilica di Santa Maria in Cosmedin

In prossimità del Foro Boario, a poca distanza dal Tevere sorge una piccola e antichissima chiesa, la Basilica di Santa Maria in Cosmedin. Davanti a questa chiesa si trova sempre una fila lunghissima di turisti, tanto da far quasi invidia ai Musei Vaticani. La ragione di questo è che nel pronao antistante vi è custodita la Bocca della Verità, una scultura raffigurante un volto con un foro nella bocca, in cui è tradizione infilare la mano e dire la verità per evitare di averla mozzata! Oltre al fascino della tradizione, vale una visita anche alla basilica che la ospita, una chiesa risalente all’VIII secolo. Una meta immancabile per chi visita la capitale eterna.

Roma - La bocca della verità
La bocca della Verità

La Bocca della Verità

Non appena si attraversano i cancelli di entrata della basilica di Santa Maria in Cosmedin ci si ritrova nel proneo della chiesa, in fondo al quale si trova murato sulla parete un grosso mascherone marmoreo raffigurante probabilmente un fauno, un oracolo o lo stesso Giove ammone, oggi noto a tutti come la Bocca della Verità.

Roma - Basilica di Santa Maria in Cosmedin - pronao
pronao della chiesa di Santa Maria in Cosmedin

Questa scultura gode di una fama antica, e le leggende legate ad essa sono note in molte nazioni europee, molte delle quali di natura medievale.
Infatti fu già menzionata nell’XI secolo nei Mirabilia Urbis Romae, una guida per i pellegrini che si dirigevano verso la città eterna. In tale scritto alla Bocca della verità venivano attribuiti funzioni di oracolo.Ma non solo in Italia, anche in Germania nel XII secolo la ritroviamo in un mito scritto in cui si narra che l’imperatore Giuliano che voleva restaurare il paganesimo nell’impero fu ingannato proprio dagli oracoli rilasciati dalla scultura.

Roma - La bocca della verità oracolo

Ma il nome con cui la conosciamo tutti “Bocca della Verità” comparve solo nel 1485. Infatti fu nel XV secolo che si testimoniano i primi interessi “turistici” della famosa scultura. Sono molte infatti le testimonianze scritte in racconti e diari di moltissimi viaggiatori provenienti non solo dall’Italia, ma anche dal resto dell’Europa che riportano la visita al famoso oracolo.
All’epoca la scultura si trovava all’esterno della chiesa. Fu infatti murata all’interno della chiesa nel 1631 per volere di Papa Urbano VIII Barberini.

La Basilica di Santa Maria in Cosmedin

La Chiesa di Santa Maria in Cosmedin fu edificata nell’VIII secolo su volere di papa Adriano I (772-795) ed è proprio per le sue splendide decorazioni che le venne aggiunto il termine Cosmedin (dal greco Kosmidion, cioè ornamento).

Roma - Basilica di Santa Maria in Cosmedin - facciata
Facciata della Basilica di Santa Maria in Cosmedin

La chiesa fu realizzata sfruttando le strutture superstiti di due grandi edifici di età romana, già presenti nell’area dell’antico Foro Boario, il mercato dei buoi dell’antica Roma. Il primo ad essere riutilizzato fu il grande ambiente noto come la Loggia, chiamato anche Loggia dei Mercanti, e solitamente identificato come la statio annonae, cioè l’edificio dove erano gli uffici per l’amministrazione dell’approvvigionamento alimentare dell’antica Roma.

Roma - Basilica di Santa Maria in Cosmedin - navata centrale
Parte anteriore della chiesa con strutture romane preesistenti

Il secondo, risalente al VI secolo d.C., fu la diaconia di Santa Maria de Schola graeca, un centro religioso per l’aiuto ai poveri e ai bisognosi, che oggi si può in gran parte riconoscere nella parte anteriore della chiesa di Santa Maria in Cosmedin. Anche questa struttura venne costruita sfruttando strutture di età romana le cui alte colonne marmoree scanalate sono ancora visibili nei muri della parte anteriore dell’odierna chiesa. Si trattava di un grande ambiente rettangolare, databile tra il II ed il IV secolo d.C., aperto su tre lati con colonne di marmo scanalate (7 colonne sulla fronte e 3 colonne sul ciascun lato corto), mentre il quarto lato, di fondo, era costituito da un muro in blocchi di travertino e si addossava a ulteriori strutture antiche retrostanti.

Roma - Basilica di Santa Maria in Cosmedin - colonne romane
Antiche colonne romane

Nell’VIII secolo d.C. Adriano I decise di ampliare l’originaria diaconia in schola graeca per creare la chiesa di Santa Maria in Cosmedin. Per costruire il presbiterio, le absidi e la cripta sotterranea si trovò costretto a demolire il muro in travertino della Loggia e dietro di questo, un grandioso podio in blocchi di tufo dell’Aniese, alto più di 4 metri e che misurava nel complesso 21.7 x 31.5 m.

Roma - Basilica di Santa Maria in Cosmedin - navata laterale
Navata laterale

Identificati con il tempio di Cerere oppure con il tempio di Ercole Pompeiano, oggi si attribuiscono questi resti all’Ara Massima di Ercole, il grande altare che secondo la tradizione romana, fu il primo luogo di culto in onore del dio a Roma, e la cui origine si faceva risalire al tempo precedente la fondazione della stessa città. A edificarla infatti sarebbe stato lo stesso Ercole, presente nella zona del Foro Boario per avervi condotto i buoi di Gerione, oppure Evandro insieme ai suoi Arcadi, antichi colonizzatori del Palatino, che così ringraziarono il dio eroe per averli liberati dalla minaccia di Caco, un gigante brigante che infestava la zona. Nel corso dei secoli accanto all’Ara Massima vennero costruiti il tempio di Hercules Invictus e un sacello sacro, creando così un grande santuario di Ercole in quest’area compresa tra il Circo Massimo ed il Foro Boario.

Roma - Basilica di Santa Maria in Cosmedin - interno

Lavori successivi furono eseguiti dai papi Niccolò I (857-867), Callisto II (1119-1124), e Bonifacio VIII (1294-1303). Sotto Clemente XI tra il 1715 ed 1719, si svolsero lavori di riqualificazione in tutta la zona dell’antico Foro Boario, e in questi anni, inoltre, il cardinal Alessandro Albani rifece con gusto barocco la facciata della chiesa (opera dell’architetto Giuseppe Sardi) e nel 1717 riaprì la cripta sotto l’altare, creata nella prima chiesa di Adriano I, e a quel tempo ormai dimenticata da secoli.

Roma - Basilica di Santa Maria in Cosmedin - campanile
Campanile

Gli ultimi consistenti lavori che interessarono l’esterno e l’interno della chiesa risalgono al 1894-1899, quando l’architetto Giovanni Battista Giovenale ripristinò le forme romaniche date da Callisto II nel XII secolo all’edificio.