Il Ponte del Diavolo e il Castello della Badia di Vulci

Il Ponte della Badia, chiamato anche ponte del diavolo, è una struttura imponente che mostra diverse fasi costruttive. Il nome Ponte del Diavolo fu dato dalla popolazione in epoca medievale, in quanto per credenza dell’epoca (ignari delle grandezze romane ed etrusche) solo il Diavolo era in grado di realizzare un ponte del genere con archi così alti ed ampi.

il ponte del diavolo costituito da parti di diverse epoche
il ponte del diavolo costituito da parti di diverse epoche

La parte più antica del ponte è  di età etrusca, e corrisponde alla parte più bassa costituita da due piloni in blocchi di tufo rosso che si appoggiano direttamente sull’alveo del fiume Fiora.

Ponte del Diavolo di Vulci
Ponte del Diavolo di Vulci

Molto più tardi, in piena epoca Romana, nel I sec a.C. i piloni in tufo furono inglobati in una struttura a tre arcate in opera quadrata.
Nel medioevo il ponte fu modificato con strutture difensive direttamente collegate alla nuova costruzione del castello di Badia, posto proprio a guardia di questo ponte.

Il ponte del diavolo ed il castello della Badia
Il ponte del diavolo ed il castello della Badia

Il ponte della badia fu infatti un ponte che nelle diverse epoche storiche ha sempre giocato un ruolo strategico fondamentale.
Infatti in epoca etrusco-romana, il ponte seguiva quella che era uno degli assi di comunicazione più importanti tra le città dell’Etruria interna. A poche centinaia di metri infatti tale strada giungeva presso la Porta Nord di Vulci, una delle città più importante della Dodecapoli Etrusca.

Strada romana verso Vulci
Strada romana verso Vulci che attraversa il ponte

Tale importanza strategica non diminuì nel medioevo, ed infatti risale proprio a questo periodo il Castello della Badia, che domina il lato sud-ovest della riva sinistra del fiume Flora. Tale fortificazione oltre che a svolgere un ruolo di controllo sulla via, dominava anche il territorio circostante.

Castello della Badia presso Vulci

Il Castello della Badia è una fortificazione imponente per l’epoca e strategicamente ben disposta. Da un lato abbiamo l’alta dirupe che si getta direttamente sul fiume Flora, dall’altra un fossato ancora oggi invaso dall’acqua.

Castello della Badia
Lato del Castello con fossato pieno di acqua

Per percorrere il ponte, era necessario accedere in un viale che si addentrava intorno al castello, in uno stretto passaggio circondato da mura.

l'accesso al ponte entra nelle mura del castello
il percorso della strada per il ponte si addentra tra le mura del castello

Un documento del 809 riporta che la rocca sorse intorno ad una abbazia benedettina dedicata a San Mamiliano. Quindi questa fortezza svolse il ruolo anche di abbazia fortificata a protezione dei monaci che ivi svolgevano una funzione di avamposto della cultura che nell’epoca buia era stata totalmente cancellata. E quindi per l’epoca fu una difesa ed un punto di riferimento per le popolazioni locali spesso soggette a numerose incursioni sia via terra che via mare.

Interno del Castello della Badia presso Vulci
Interno del Castello della Badia presso Vulci

Intorno all’anno 1100, l’economia medievale cominciò a crescere uscendo da un’epoca buia, e il Castello con i territori circostanti ritornarono ad essere appetibili alle molte famiglie potenti dell’epoca. Gli Aldobrandeschi, i Di Vico e il Comune di Orvieto si contesero negli anni il possesso di questo castello. Fu proprio in questi anni che le fortificazioni furono rafforzate.

Ponte del Diavolo venendo dal centro etrusco di Vulci
Ponte del Diavolo venendo dal centro etrusco di Vulci

Dal 1430, il castello fu assegnato in feudo a Ranuccio Farnese e per molti anni godette di un periodo di stabilità e tranquillità. Tra i proprietari della famiglia Farnese, in particolare vi fu Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III, che scelse questo castello per soggiornarvi. Fu proprio a lui che si deve la costruzione del corpo di fabbrica centrale, attualmente destinato ad ospitare il Museo Archeologico Etrusco di Vulci.

entrata al castello della Badia
Dopo l’entrata del castello si accede al Museo Archeologico Etrusco di Vulci

Dal 1537 il castello entrò a far parte del Ducato di Castro fino al 1649, in cui fu integrato nei possedimenti della Camera Apostolica. Nel 1808 la tenuta di Canino e Musignano, a cui faceva parte sia il castello che il ponte di Badia, furono acquistati da Luciano Bonaparte.
Nel 1853 divenne proprietà di Alessandro Torlonia. In questi anni comunque il castello conobbe solo decadenza ed abbandono, e fu utilizzata generalmente come dogana pontificia tra il confine tra lo Stato della Chiesa ed il Granducato di Toscana. Con l’unificazione d’Italia, non essendovi più un confine la struttura fu abbandonata. Fu solo più di un secolo avanti, (1975) che dopo molti restauri la struttura fu destinata ad essere lase del Museo Archeologico Nazionale di Vulci.

Autore dell'articolo: Fabio Nelli